

di Fabio Tornatore

VITERBO - Mentre il comune di Trento paga chi va al lavoro in bici a Viterbo si continua ad investire sulle ben più dispendiose automobili: sono oltre 50 i milioni che il municipio del capoluogo ha approvato nel piano triennale delle opere pubbliche per il triennio 2024-2026, e altri 24 milioni di euro sono previsti per asfaltature e manutenzioni. La notizia positiva è che sono 12 i milioni per la mobilità alternativa, tra investimenti in ferrovia, piste ciclabili e rifacimento di marciapiedi. Ancora troppo poco se si vuole decongestionare il traffico, diminuire morti e feriti, limitare l'inquinamento e risparmiare una montagna di soldi.
Non si fa altro che parlare della 'famigerata' pista ciclabile del Pilastro in queste settimane, nella quale sono stati investiti 1 milione di euro, ma nel frattempo gli amanti del rombo del motore saranno ben più accontentati: 3,6 milioni per il raccordo Cassia-Teverina, 1 milione per parcheggi nella zona dei nuovi uffici giudiziari, 13 milioni nell'adeguamento della viabilità nel quadrante nord della città, 1,4 milioni per parcheggio piazzale Romiti, 3,8 milioni per sistemazione asse viario in via dell'Industria, al Poggino, oltre 12 milioni per riconfigurazione e qualificazione viabilità urbana in via Francesco Baracca, altri 3,4 milioni per il prolungamento della strada Poggino-Fiera, 4,5 milioni per i parcheggi ricavati dall'ex progetto per piazza Martiri d'Ungheria. Ma ci sono parcheggi, rotatorie, allargamenti di strade. Tutto perla somma di circa 51 milioni di euro.
Molte di queste opere forse non verranno nemmeno realizzate nel triennio, visto che si ripropongono ad ogni anno in attesa di finanziamenti vari, alcune sono sotto l'ombrello del PNRR, però la proporzione di quanto spendiamo sulle ainfrastrutture per le auto la dice lunga. Inoltre ci sono altri 24 milioni di euro in asfaltature del centro e delle periferie, delle frazioni, riqualificazioni di viali, come il Raniero Capocci e Bruno Buozzi, o strada Filante, solo per citarne alcuni.
Per la mobilità alternativa almeno si è cominciato a parlare di investimenti, anche se ancora non basta: 12,9 milioni di euro nel triennio, e le opere si elencano velocemente. Previsti 4,1 milioni per la linea ferroviaria Viterbo-Capranica-Roma, 163 mila euro per un marciapiede a Grotte di S.Stefano, 484 mila euro per un percorso ciclopedonale da S.Barbara a S.Lucia, 1 milione e 194 per 'copertura trincea ferroviaria piazza Crispi', 177 mila per un marciapiedi a S.Maria in Gradi, 682 mila euro per valorizzazione e riqualificazione percorso pedonale vis S. Clemente, 1 milione e 100 per la nuova sede della Francigena, 1 milione e 800 per la Pista ciclabile S.Barbara-S.Lucia- Centro Storico, 2 milioni e 600 mila euro per marciapiedi e abbattimento barriere architettoniche.
Nel frattempo, città più lungimiranti provano a risolvere il problema degli ingorghi stradali non allargando le strade o creandone di nuove, in un escalation infinita, ma incentivando l'uso di altri mezzi. Il comune di Trento, infatti, ha deciso di dare un indennizzo economico, e pagare l'abbonamento a chi va al lavoro in bici. Oltre il 70% dei dipendenti pubblici hanno aderito, e anche molte aziuende private.
A Viterbo si è cominciato con la creazione dell'infrastruttura, ma l'attenzione resta ancora puntata sulle auto.
