ANNO 16 n° 275
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Ogni giorno a coltivare un campo di marijuana con l'autocertificazione
In manette padre e figlio di Bolsena, i controlli dei carabinieri dopo un incendio a Grotte Santo Stefano

GROTTE SANTO STEFANO – Gestivano e curavano un campo con 160 piante di marijuana. E quotidianamente, in piena emergenza Covid, vi si recavano muniti di autocertificazione. Ieri, in due sonofiniti in manette a Grotte Santo Stefano.

A portare a termine l’operazione ieri sera i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Viterbo, insieme alla stazione Carabinieri Forestale di Viterbo, stazione carabinieri di Grotte Santo Stefano e Bolsena.

A far scattare i controlli dei militari un incendio divampato ieri pomeriggio in località Poggio Musone: dopo aver messo in sicurezza l’intera area, i carabinieri intervenuti hanno scoperto nelle adiacenze dell’incendio un campo di marijuana con 160 piante ben coltivate. Hanno quindi interessato il Norm della compagnia di Viterbo per gli approfondimenti investigativi volti a scoprire i proprietari.

Successivamente individuati in padre e figlio, residenti a Bolsena, i due sono stati raggiunti presso la loro abitazione e lì sono stati sottoposti a perquisizione. I carabinieri hanno trovato altri 500 grammi di marijuana già essiccata oltre al materiale per il confezionamento.

All’interno dell’appartamento anche le autocertificazioni con cui giornalmente giustificano i loro spostamenti da Bolsena a Grotte Santo Stefano, per annaffiare e prendersi cura del campo coltivato.

Sono quindi stati dichiarati in arresto dai carabinieri e posti in regime di detenzione domiciliare.




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