

VITERBO – Arresto cardiocircolatorio.
Potrebbe essere questa la causa al decesso di Gianluca Marziali, il 35enne di Ronciglione morto venerdì pomeriggio dopo essere stato fermato ad un posto di blocco sulla Cassia Cimina. Cosa sia stato a provocarlo, però, non è ancora chiaro visto che il ragazzo godeva di ottima salute.
A dare tutte le risposte saranno i risultati dell’esame autoptico che si è svolto ieri mattina su ordine dell’autorità giudiziaria.
Marziali, intorno alle 16,30 di venerdì, era stato fermato dai carabinieri all’uscita da Trentamiglia. Stava tornando da Roma insieme ad un amico, che era alla guida. Erano stati condotti in caserma perché trovati con qualche grammo di cocaina. Poi il malore e la perdita di sensi sotto gli occhi dell’amico e dei carabinieri che avevano subito chiamato i soccorsi del 118.
Giunti in caserma in un batter d’occhio, gli operatori sanitari avevano constatato che Marziali respirava ancora e lo avevano trasportato d’urgenza con un’ambulanza all’ospedale Sant’Anna di Ronciglione. Qui la morte, nonostante le manovre rianimatorie praticate dai medici nel disperato tentativo di tenerlo in vita.
La salma era subito stata sottoposta a sequestro dall’autorità giudiziaria, che aveva disposto l’autopsia, incaricando un perito di Roma.
L’ispezione cadaverica si è svolta ieri mattina: per i risultati si dovranno attendere i novanta giorni di rito. Troppi per avere risposte concrete, tant’è che il sostituto Stefano D’Arma, che si occupa del caso, avrebbe chiesto al consulente una relazione preliminare.
I funerali di Gianluca Marziali sono previsti per oggi pomeriggio alle ore 15,30 al Duomo. E a Ronciglione saranno in tanti a portargli l’ultimo saluto.