

di DAS
VITERBO - Recarsi alla casa comunale di via Filippo Ascenzi per il ritiro di un atto e trovarsi davanti a una porta chiusa, nonostante si stiano rispettando le indicazioni ricevute nero su bianco. È l'amara sorpresa che sta colpendo numerosi cittadini in questi giorni, vittime di un corto circuito comunicativo tra gli uffici dell’amministrazione.

Il problema nasce dalla recente modifica dei giorni e degli orari di ricevimento al pubblico. Tuttavia, le lettere di avviso di giacenza che arrivano nelle case dei contribuenti riportano ancora i vecchi orari, ormai superati. Un errore che non è passato inosservato e che è stato confermato, con cortesia ma disarmante onestà, dal personale presente:
“La modifica non è stata ancora recepita da chi invia le lettere di avviso di giacenza.”
Quella che potrebbe apparire come una piccola svista burocratica si traduce in realtà in un disagio strutturale per centinaia di persone, costrette a permessi lavorativi o spostamenti inutili a causa di una 'endemica incapacità' dell'ente di allineare i propri flussi informativi.
L'episodio solleva una questione di principio fondamentale sull'organizzazione della macchina comunale:
Mancanza di coordinamento: Chi stampa le lettere non comunica con chi gestisce gli sportelli.
Disservizio pubblico: Il tempo dei cittadini viene sprecato a causa di inefficienze evitabili.
Ruolo dell'Amministrazione: Si perde di vista il concetto base per cui l'ente pubblico è un servizio a favore della collettività, e non un ostacolo burocratico.
È necessario che l’Amministrazione Comunale intervenga immediatamente per correggere questa anomalia. Non si tratta solo di aggiornare un database, ma di ristabilire un rapporto di rispetto e trasparenza con il territorio. La pazienza dei cittadini ha un limite e l'efficienza non può più essere considerata un optional.