ANNO 16 n° 275
Occupati da abusivi ben 69 alloggi Ater
In 58 casi gli occupanti hanno forzato le porte per entrare negli appartamenti

VITERBO – Sono complessivamente 69 gli alloggi Ater (ex case popolari) occupati abusivamente tra Viterbo e provincia. In 58 casi, si tratta di case vuote, in attesa di assegnazione, che sono state occupate forzando la porta d’ingresso. Undici, invece, sono occupate da persone diverse dagli assegnatari. In qualche caso si tratta di persone che convivevano con l’assegnatario e che, una volta deceduto, hanno continuato ad abitarle senza averne i titoli. Altri, invece, sono stati occupati in modo fraudolento mentre i titolari si erano allontanati momentaneamente. Uno dei casi più gravi riguarda un anziano che era ricoverato in ospedale e che, al momento delle dimissioni si è trovato con l’appartamento occupato da un’altra famiglia. La situazione sarebbe molto più grave se non ci fosse stata la sanatori del 2006 e se non fossero stati sgombrati gli alloggi occupati abusivamente a Bagnaia.

Al fine di riportare la legalità negli alloggi Ater, il direttore generale Ugo Gigli ha avuto, nei giorni scorsi, un incontro con il procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti e con il Pm Paola Conti.. “Dopo Bagnaia – ha detto Gigli - la legalità sarà ripristinata anche negli altri alloggi Ater occupati abusivamente. Per questo ho partecipato a un vertice concreto e costruttivo con la procura, dal quale è scaturita la necessità di stroncare in modo definitivo le occupazioni abusive di alloggi Ater, così da poter destinare gli appartamenti ai legittimi assegnatari. Lasciare gli alloggi in mano a chi usa la prepotenza come metodo di prevaricazione significa, infatti, ledere il diritto alla casa di chi appartiene alle fasce di reddito più basse”.

Nel corso del vertice in procura, è stato definito un percorso che porterà in tempi rapidi “al rispettato del diritto alla casa di chi, avendone titolo, ha seguito le regolari procedure per l’assegnazione”.

Infine, Gigli ringrazia il procuratore capo Pazienti e il Pm Conti “per aver ben compreso la battaglia della nostra azienda, che non riguarda solo la giustizia, ma anche la funzione sociale stessa che l’Ater svolge in favore delle famiglie economicamente più deboli”.

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