

VITERBO - Nelle aziende e nei luoghi di lavoro del Lazio l'installazione del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) non è un obbligo generalizzato per tutti, ma lo diventa per una fitta rete di attività. A fare chiarezza sul tema è il portale Salute-Sicurezza.it, che mappa i requisiti imposti dalla normativa locale, ricordando che la diffusione di questi dispositivi salvavita dipende strettamente dalla combinazione tra la regione di appartenenza e la tipologia di attività svolta.
Il punto di riferimento normativo è la Legge Regionale n. 30/2016 (Articolo 4). Questa disposizione stabilisce l'obbligatorietà del dispositivo all'interno di specifiche categorie:
Strutture sanitarie e socio-sanitarie: l'obbligo include anche tutti gli studi medici privati aperti al pubblico.
Luoghi pubblici ad alta affluenza: l'elenco comprende stadi, centri commerciali, stazioni ferroviarie, aeroporti, scuole e palestre.
Grandi aziende: la presenza del DAE è tassativa per tutte le imprese che contano più di 100 dipendenti operanti all'interno dello stesso sito produttivo o filiale.
Al contrario, per gli uffici privati, i capannoni industriali e i piccoli negozi che non rientrano in questi parametri, l'obbligo regionale non scatta in modo automatico.
Per le realtà obbligate a mettersi in regola, la normativa del Lazio impone uno standard preciso di gestione e posizionamento del dispositivo, riassunto nei seguenti punti cardine:
| Requisito | Cosa prevede la legge regionale |
| Posizionamento | Almeno 1 DAE per ogni sito. Il dispositivo deve essere raggiungibile da chiunque in un tempo massimo di 3 minuti a piedi. |
| Personale formato | Presenza minima di 2 addetti qualificati per turno, in possesso di certificazione BLSD e abilitazione all'uso del DAE rilasciata da enti accreditati (come 118, CRI o Ares). Il corso prevede un rinnovo obbligatorio ogni 2 anni. |
| Manutenzione | Obbligo di controllo mensile del DAE con compilazione di un apposito registro. È fondamentale monitorare le scadenze di batterie e piastre. |
| Segnaletica | Presenza del cartello standard di colore verde con il simbolo del DAE, posizionato in modo ben visibile. |
La conformità alla Legge Regionale 30/2016 viene vigilata con rigore. La totale assenza del defibrillatore o la mancanza di personale interno adeguatamente formato per il primo soccorso comporta sanzioni amministrative pecuniarie che variano da un minimo di 500 euro fino a un massimo di 3000 euro.