


VITERBO – Ennesimo episodio di tensione nella Casa Circondariale di Viterbo “Nicandro Izzo”. Nella serata di ieri, 19 settembre, un incendio ha nuovamente interessato il reparto isolamento dell’istituto penitenziario.
Per affrontare l’emergenza si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e del personale sanitario con un’ambulanza, impegnati nelle operazioni necessarie a mettere in sicurezza l’area.
L’episodio riporta l’attenzione sulle condizioni di lavoro all’interno del carcere viterbese, da tempo al centro delle preoccupazioni delle organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria. Nel comunicato diffuso oggi, le sigle sindacali esprimono solidarietà e gratitudine al personale in servizio, sottolineandone la professionalità nonostante quelle che vengono definite «croniche criticità».
I numeri del sovraffollamento
Secondo i dati riportati nel comunicato, attualmente nell’istituto di Viterbo sono presenti 624 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 440 posti.
Una situazione che si accompagna a una significativa carenza di personale. Gli agenti di Polizia Penitenziaria effettivamente in servizio sarebbero infatti 292, rispetto alle 350 unità previste dalla pianta organica, con una scopertura indicata in 58 unità.
Numeri che, secondo le organizzazioni sindacali, rendono particolarmente complessa la gestione quotidiana dell’istituto e aumentano le difficoltà operative per il personale.
Atteso l'incremento di personale
A fronte della situazione, l’attenzione è ora rivolta anche al piano di incremento del personale nella Regione Lazio, previsto a seguito della conclusione del secondo scaglione del 186° Corso Allievi Agenti di Polizia Penitenziaria.
Secondo i dati del PRAP Lazio, Abruzzo e Molise citati nel comunicato, sono previste 101 unità di Polizia Penitenziaria e 29 donne nell’ambito dell’incremento del personale regionale.
Soltanto dopo la ripartizione ufficiale sarà però possibile conoscere quante delle nuove unità saranno effettivamente assegnate alla Casa Circondariale di Viterbo.
Lo scontro sulle relazioni sindacali
La situazione dell’istituto è inoltre al centro di un confronto tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione penitenziaria.
Il 10 settembre, tutte le sigle sindacali regionali hanno chiesto un «incontro urgente» al Provveditore regionale Giacinto Siciliano, denunciando, secondo quanto riportato nel comunicato, una «chiara frattura delle corrette relazioni sindacali» all’interno dell’istituto viterbese e comunicando il ritiro delle delegazioni locali.
La riunione che era stata prevista per il 18 settembre presso il carcere di Viterbo non si è quindi svolta, sia in relazione allo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali, sia in attesa del successivo confronto a livello provveditorale.
Il 17 settembre, le sigle sindacali sono state convocate presso il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria per il Lazio, l’Abruzzo e il Molise. Al termine dell’incontro, le parti avrebbero concordato di aggiornarsi entro dieci giorni, a condizione che la Direzione dell’istituto dia attuazione agli impegni assunti.
Nel frattempo, il nuovo incendio nel reparto isolamento riporta in primo piano le condizioni di sicurezza della struttura e le difficoltà denunciate da tempo dal personale. Per le organizzazioni sindacali, la priorità resta quella di intervenire sulle criticità dell’istituto e garantire condizioni di lavoro adeguate agli agenti della Polizia Penitenziaria.