

VITERBO - Questione Terme dei Papi; incongruenza tra le dichiarazioni del Comune di Viterbo e la risposta della Regione Lazio. A portare la questione all’attenzione del consiglio comunale è stato il consigliere della Lega Andrea Micci, che ha evidenziato un’incongruenza tra quanto dichiarato dal Comune e la risposta della Regione Lazio. Quest’ultima, infatti, ha affermato di non aver ricevuto alcuna notifica prima del 27 febbraio, mentre l’amministrazione comunale ha più volte sostenuto di aver inviato due richieste di parere: la prima a luglio e la seconda a settembre. “Qui qualcosa non quadra”, ha commentato Micci.

Si apre così un nuovo capitolo nella vicenda legale tra le Terme dei Papi e il Comune di Viterbo. Da tempo, infatti, le Terme hanno aperto una causa legale contro l’amministrazione, chiedendo un risarcimento di 36 milioni di euro per l’inadempienza del Comune nel garantire la quantità d’acqua prevista dal contratto. Da febbraio, la portata d’acqua è stata aumentata di un’unità, ma per raggiungere il livello necessario sarebbe necessario reindirizzare l’acqua della caldera che alimenta il Bulicame.
Per questo motivo, il Comune avrebbe chiesto indicazioni alla Regione, spiegando che, in assenza di una risposta, non avrebbe preso decisioni in merito. Il consigliere Micci ha quindi portato in consiglio la replica della Regione: “La Regione ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione dal Comune nel 2024. Su questo argomento, la prima richiesta è pervenuta a febbraio 2025”, ha sottolineato Micci. “Infine, la Regione ha chiarito che, essendo il Comune il concessionario (titolo conferito dalla Regione stessa), è l’unico soggetto in grado di relazionarsi con il proprio subconcessionario”.
Di conseguenza, la Regione ha ribadito che spetta all’amministrazione comunale trovare una soluzione, il consigliere infine ha ricordando che la causa prevede un debito di 35 milioni di euro. “Una volta valutati gli effetti di questi interventi sulla disponibilità delle risorse della caldera del Bulicame, si potrà procedere a una subconcessione. La scelta spetta al Comune di Viterbo, che deve valutare l’impatto del pozzo Zitelli sulla portata delle acque”, ha concluso Micci.