ANNO 16 n° 274
Nuovi centri antiviolenza
per le donne, ma
Erinna rischia
ancora di chiudere

VITERBO – (i.m.) Nuovi centri antiviolenza e nuove case di rifugio per donne e per i loro figli presto a Viterbo. Questa l’importante iniziativa dell’amministrazione del capoluogo che, con una delibera dello scorso 10 marzo, ha deciso di aderire al bando regionale per l’istituzione di nuove strutture dedicate alle donne vittime della violenza di genere e ai loro figli minorenni. Una bella iniziativa, ma del retrogusto un po’ amaro.

Sulla protezione e sostegno della donna la Città dei Papi rappresenta un punto di riferimento importante non solo per il Viterbese, ma per buona parte del centro Italia. ''Il Comune di Viterbo – come si legge infatti sulla delibera di giunta - assumerà il ruolo di capo fila dell'ambito territoriale al quale i finanziamenti regionali sono destinati''. ''Il Comune stesso – continua il documento - garantirà la funzionalità della struttura, sia in termini di destinazione che in termini di servizi offerti, per almeno 12 mesi dalla data di conclusione dell’intervento dando atto che il progetto non beneficia di altri fondi specifici nazionali e non è finanziato da altre fonti del bilancio comunitario''.

La decisione che arriva da Palazzo dei Priori è davvero di grande importanza per il territorio, ma anche di grande responsabilità. Le donne, con eventuali figli minorenni, avranno il diritto di essere accolte e mantenute in modo gratuito in queste nuove strutture: ''l’obiettivo – spiega la delibera - è quello di proteggere le donne che hanno subito violenza e i/le loro figli/figlie e di salvaguardarne l’incolumità fisica e psichica''.

Ma tutto questo non è affatto nuovo per la Città dei Papi che infatti, possiede già una struttura del genere: il centro Erinna. Struttura che però, dopo anni e anni di battaglie perse, è stata costretta a decidere di chiudere i battenti della casa di rifugio per mancanza di fondi comunali e, in generale, istituzionali. Alla fine di gennaio la responsabile del centro Erinna, Anna Maghi, si era sfogata ai microfoni di Presa Diretta, trasmissione di Rai3: ''Non ce la facciamo più, i soldi sono finiti e noi ad aprile la casa la chiudiamo. Basta''.

''Sono passati tre anni dall’ultimo finanziamento che il centro antiviolenza Erinna ha ricevuto dalle istituzioni'' ha dichiarato qualche giorno dopo la trasmissione la responsabile a Viterbonews24. La situazione è ancor più complessa se si pensa che la Regione Lazio, che fino al 2013 aveva comunque erogato dei fondi, sostiene oggi che non esiste nessun centro antiviolenza ''ufficiale'' a Viterbo. Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha infatti ribadito in più occasioni che la Città dei Papi non possiede nessun centro, ma che a breve arriverà un bando per poterne creare uno. Ora il bando c’è e c’è anche la delibera favorevole del Comune di parteciparvi. Ma, non si può dimenticare, c’è anche il centro Erinna che, da sempre in prima linea accanto alle donne vittime di violenza e fino ad ora autofinanziatosi, non smette di lottare.




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