ANNO 16 n° 273
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Nuove sale operatorie
e accesso al terzo
blocco di Belcolle
Donetti: ''Ridotte liste d'attesa''

VITERBO - (e.c.) Garantire la sostenibilità economica dell'Azienda producendo prestazioni di qualità, in base ad un'analisi accurata dei veri bisogni di salute sul territorio e al collegamento tra ospedale e servizio locale: la Asl di Viterbo presenta i risultati ottenuti nel 2016 e gli obiettivi per il futuro, nell'appuntamento annuale con la Conferenza dei servizi nell'ex rettorato dell'Unitus, quest'anno dal titolo ''Costruire insieme i servizi sui bisogni di salute''.

La novità, andando sul concreto, riguardano innanzitutto le 10 nuove sale operatorie di Belcolle, ''per cui a giorni - afferma la dottoressa Donetti - partiranno le gare per macchinari e attrezzature''. Non solo. Il 16 gennaio 2017 partono i lavori per lo spostamento dell'accesso al terzo blocco, che porterà alle sale operatorie al piano 0, sotto Pronto soccorso e Rianimazione. ''La gara è stata aggiudicata - continua la dg -, a partire dal 16 gennaio la ditta ha 60/90 giorni per la consegna lavori. A breve ci sarà anche la gara per gli ascensori. Il primo piano della palazzina C verrà poi riorganizzato, lasciando spazio al secondo piano per un reparto di oncoematologia serio, con il day hospital oncologico separato dall'ematologia''. Per l'ospedale di Belcolle, invece, ''siamo in ritardo di tre mesi - ammette -, perchè il progetto ci è stato consegnato da poco, mercoledì incontriamo ditta per il programma definitivo''.

Ma le novità riguardano anche le lista d'attesa. Che, nonostante dati statistici non sempre edificanti, riportati anche di recente dal Sole24Ore, migliorano. Specie in ambito chirurgico. ''Il 2016 per la chirurgia è stato l'anno della 'rivoluzione copernicana' - interviene Antonio Rizzotto, primario di Urologia e responsabile della rete chirurgica -. Per un tumore oggi il tempo di attesa per l'intervento è di massimo 30 giorni. Tre o quattro mesi se si tratta di una patologia benigna. Questo perchè abbiamo messo tutti gli ospedali in rete, con la lista d'attesa unica associata a le sedute operatorie e i posti letto flessibili nella week surgery. Anche dal punto di vista economico questo porta un giovamento: più si è efficienti e meno si spende. Cominciano risultati positivi di abbattimento vero, non fittizio, delle liste di attesa''

''L'aumento dell'attività chirurgica e il riordino attività ha portato ad una riduzione dei tempi di attesa del 25% - continua la dg Donetti -. Restano criticità per gastroenterologia e radiologia. Siamo al massimo della capacità produttiva, lavoriamo coi medici di medicina generale sull'appropriatezza prescrittiva. Stiamo lavorando su questo, per identificare quesiti clinici utili a valutare l'appropriatezza. Lo stesso per la diagnostica per immagini''.

Qualche problema anche per la parte vascolare. ''Ma abbiamo avuto il 20% dell'abbattimento delle lista d'attesa cardiologica - afferma il dirigente Luigi Cimarello -, riallocando risorse. Abbiamo avviato due tavoli con la medicina generale, dato che il tasso di inappropriatezza delle prescrizioni è alto, per la risonanza magnetica sfiora il 70%''. 

Le emergenze principali al momento riguardano gli investimenti per la parte tecnologica e il blocco del turn over dal 2006. ''Con le risorse umane siamo in affanno - aggiunge la dg -, ci sono vecchie graduatorie, con le procedure che ci allungano i tempi. Speriamo in una percentuale sensibile di assunzioni tra quelle annunciate dalla Regione''. 3500 in tutto nel Lazio entro il 2018, ma la quota spettante a Viterbo è ancora top secret.

Tornando alla Conferenza dei servizi, le linee strategiche sono state illustrate non dal direttore generale ma direttamente dai professionisti, con i quali sono state redatte. ''Si tratta di linee guida basate sul raggiungimento degli obiettivi da realizzare - commenta la Donetti -, frutto di un'analisi vera dei bisogni di salute sul territorio. Il principio più importante, la filosofia con cui ci muoviamo fa riferimento ad un unico elemento: la sostenibilità economica della Asl si può garantire solo se produciamo prestazioni di qualità ed appropriate. Anche se i dati sono a volte negativi, la riduzione della mobilità passiva ne è un esempio''.

''E' un segnale positivo di inversione tendenza rispetto al passato - aggiunge la Donetti -. Non è sufficiente, certo, stiamo lavorando e dal 2017 partirà l'applicazione della riorganizzazione delle reti ospedaliere, con un utilizzo innovativo delle risorse chirurgiche. Finalmente la Asl toglie le barriere tra i presidi - conclude -, con i professionisti itineranti che manterranno in carico i propri pazienti''.




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