ANNO 16 n° 275
Nuova violenta scossa nel Modenese
Altri crolli e molta paura nelle tendopoli
Ieri sera alle 21,20, č stata del 5.1 grado della scala Richter
Nella zona operano da ieri anche i vigili del fuoco di Viterbo

VITERBO - ''La nostra Torre dell'orologio è caduta, ma noi siamo in piedi''. Con queste parole il sindaco di Novi, Luisa Turci, fotografa lo spirito della popolazione del paese della Bassa modenese dopo la forte scossa di ieri sera (3 giugno), magnitudo 5.1, che ha provocato il crollo della Torre dell'orologio, il simbolo della località, già gravemente danneggiata dalle precedenti scosse, ma che non ha provocato feriti.

''La scossa non ha fatto del male a nessuno sotto il profilo fisico - ha aggiunto -, ma ha fatto certamente male alla nostra comunità, perché la torre era il nostro simbolo. Ora cercheremo di trovarne altri. Ma il vero simbolo sono i bambini, i giovani, il significato di una comunità che comunque si ritrova unita e va avanti'.

''Durerò ancora a lungo il periodo sismico conseguente alle scosse registrate in questi giorni'' ha detto il sismologo dell'Ingv Alessandro Amato.

''La scossa di ieri sera, di magnitudo 5.1, ha riguardato la zona del modenese già attiva da alcuni giorni, dopo l'evento del 29 maggio di magnitudo 5.8. Da allora - ha precisato - in quella stessa zona, che comprende un'area di 15-20 chilometri, si sono registrate tantissime scosse di magnitudo inferiore a 4. Anche quella di ieri sera è stata una replica''.

Proprio ieri è arrivata nella zona una colonna mobile di automezzi e uomini del comando provinciale dei vigili del fuoco di Viterbo, In particolare, pompieri viterbesi sono stati destinati a  San Felice sul Panaro, una delle località più colpite dal sisma, dove effettueranno diversi i tipi di intervento: soccorso a persone, assistenza alla popolazione, verifiche e messa in sicurezza di edifici pubblici e privati.

Il corpo dei Vigili del fuoco è presente sul campo con oltre mille uomini provenienti da Lazio, Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Liguria e Marche.




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