

di Roberto Pomi
VITERBO – ''Chiediamo normalità per Pratogiardino'', così il consigliere Sergio Insogna a poche ore dal consiglio straordinario chiesto dal gruppo del Gal per portare al centro dell’agenda politica la villa comunale. Consiglio straordinario fissato per giovedì pomeriggio.
Anni di abbandono, di dimenticanze e incuria che si sono accumulati. Un problema che attraversa, senza approcci risolutivi, l’intera amministrazione Michelini. Nonostante le promesse da campagna elettorale. Una questione che affonda le radici nell’era di Giulio Marini e che portò il gruppo consiliare del Pd di allora a presentare una mozione per la riqualificazione. Tutto è rimasto lettera morta, morta come l’albero in prossimità dell’area giochi. Seccato da un fulmine datato 2014 e rimasto lì, transennato ma non tagliato.
''La sistemazione della villa comunale – continua Insogna – era un obiettivo nel programma di Oltre le Mura. Ma niente è stato fatto. Siamo ancora a carissimo amico. Come Gal, ma come opposizione tutta, riteniamo che sia arrivato il momento di smetterla di girarsi dall’altra parte. Il livello di degrado ha raggiunto quote vicine all’assurdo. Un vero e proprio peccato, Viterbo di fatto ha perso un luogo centrale anche per la socializzazione. Un posto importante anche sotto il profilo pedagogico di educazione all’ambiente per i più giovani''.
Mentre parla Insogna ricorda il Pratogiardino di altri tempi: ''Era uno splendore. Tenuto benissimo dai giardinieri comunali e pieno di fiori, di giochi adeguati e di animali. Anche le statue dei padri del Risorgimento sono incavolate nere. Basta guardare i busti di Cavour, Verdi, Garibaldi tutte sporche e nell’incuria per capire che le cose non vanno. E’ tutto un po’ inquietante, anche la sicurezza non è più quella di una volta. Poi ci sono tutta una serie di altre problematiche, una su tutte il fiume d’acqua che si riversa su via della Palazzina ogni volte che piove. I viterbesi dovrebbero sentirsi offesi e privati ingiustamente di un loro patrimonio''.
L’amarcord di Insogna scivola via fino all’epoca Gabbianelli: ''L’ultimo periodo di splendore prima del buio. L’allora sindaco ebbe anche la buona intuizione di aprire alla vista la villa comunale, sostituendo il muro di cinta cupo con una bella cancellata. Poi l’oblio''. Eppure lo spazio si presta bene a ospitare attività e iniziative di vario genere, specie nei mesi caldi. ''Io stesso – prosegue Insogna – avevo sviluppato un progetto per tenere nel parco un concorso ippico. Ritengo che sia ancora nel cassetto di Michelini''.
Il consiglio straordinario, nelle intenzione del consigliere, dovrebbe servire a convincere gli amministratori dell’importanza di investire sul recupero. ''Non sono sufficienti a fare niente di sensato i 33mila euro stanziati in bilancio – chiude Insogna -. Occorre portare la cifra almeno a 100mila euro e serve un progetto organico, sulla linea di quello impostato dall’assessore Raffaella Saraconi e mai partito. Cercheremo di dare una scossa a un’amministrazione Michelini immobile, imbarazzante. Mi chiedo come fanno i consiglieri di maggioranza a sopportare ancora quanto accade, o meglio non accade. Speriamo che oltre a risolvere la questione dell’ottavo assessore si riesca a produrre qualcosa di veramente utile anche per la città''.