ANNO 16 n° 273
Paolo Esposito
Noir di Gradoli: pronto
il ricorso in appello
Gli avvocati di Paolo Esposito: ''Lo depositeremo entro lunedì prossimo''

VITERBO - Lo avevano annunciato, senza alcuna esitazione, subito dopo la sentenza di condanna al carcere a vita e, adesso, il collegio difensivo è pronto al ricorso. “Sarà depositato entro sabato, lunedì al massimo, in Corte d’assise d’appello”. 

Dopo oltre cinque mesi dal verdetto emesso dalla Corte viterbese, presieduta dal giudice Maurizio Pacioni, gli avvocati Enrico Valentini e Mario Rosati continuano a lavorare a tamburo battente per perfezionare tutta la documentazione allegata al copioso fascicolo giudiziario, che racconta la cronaca di un presunto duplice omicidio. Quello di Tatiana Ceoban e della figlia adolescente Elena, per i quali il 13 maggio scorso sono stati condannati all’ergastolo Paolo Esposito e l’amante-cognata Ala Ceoban (rispettivamente compagno e sorella della vittima).

La vicenda, che ha preso cittadinanza sulle cronache locali come il “giallo di Gradoli” è nota: dopo la misteriosa scomparsa delle due moldave (avvenuta il 30 maggio 2009), la Procura apre un fascicolo per allontanamento volontario, di cui è titolare il sostituto Renzo Petroselli. Iniziano le ricerche e le battute degli uomini dell’Arma nelle campagne del comprensorio lacuale. Ma Tania (è così che familiari ed amici la chiamavano) ed Elena non si trovano. 

Nel frattempo, Elena Nechifor (madre di Tatiana ed Elena) consegna nelle mani degli inquirenti un documento destinato a stravolgere – letteralmente - il corso delle indagini: si tratta di un video amatoriale che ritrae la sua figlia minore Ala mentre fa sesso con il cognato Esposito. Il passo successivo, da parte della Procura, è l’acquisizione dei tabulati telefonici, che testimoniano chiaramente come tra i due ci fosse “una relazione stabile e duratura”. E Paolo ed Ala, per l’opinione pubblica, diventano “gli amanti diabolici che si sono sbarazzati di Tania e della figlia per coronare il loro sogno d’amore”. 

L’elettricista di Gradoli verrà arrestato il 1° luglio; Ala il 5 agosto. Per entrambi l’accusa è duplice omicidio e occultamento di cadavere. Nonostante gli inquirenti non abbiano mai trovato né i corpi, né l’arma del delitto, “il castello accusatorio è solido: sul luogo del delitto (la villetta in località Cannicelle, ndr) sono state rinvenute copiose tracce ematiche riconducibili a Tatiana”. 

Il 18 gennaio 2010 è datata la notifica di conclusione delle indagini preliminari e il 4 giugno successivo parte il processo agli amanti diabolici che, nonostante le eccezioni sollevate dal collegio difensivo, gli scontri tra periti e superperiti, e i colpi di scena, si concluderà un anno più tardi con la sentenza di ergastolo. 

Eva Kant




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