ANNO 16 n° 192
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'No' all'impianto fotovoltaico a ridosso di Norchia
La Regione non autorizza 33 ettari di impianto vicino all'area archeologica, intanto gli investimenti in FER si spostano al Sud

di Fabio Tornatore

VITERBO - La Regione Lazio delibera parere non favorevole alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per un impianto fotovoltaico a ridosso del sito archeologico di Norchia, tra Vetralla e Viterbo, per il quale è appena iniziato l'iter per la costituzione di un grande parco archeologico tra i siti di Norchia, Grotta Porcina e Castel d'Asso. Parco e paesaggio salvati, per il momento, ma di certo la perdita di un investimento e di un impianto di produzione di energia dal sole non può essere una vittoria per nessuno. Intanto, diniego dopo diniego, gli investimenti in FER si stanno spostando sempre più al Sud Italia, abbandonando Viterbo.

L'iter in realtà non è finito, visto che la procedura è di competenza, in questo caso, dello Stato, mentre la Regione delibera solo il parere per ciò che gli è di competenza; dunque l'ultima parola non è ancora stata detta sul progetto. Inoltre ci sono sempre le possibilità di ricorso, come per tutti gli atti amministrativi, che potrebbero rivedere una delibera favorevole o contraria.

L'impianto in questione prevede 33 ettari di panelli fotovoltaici, con tecnologia innovativa capace di ruotare in base al movimento del sole, così da ottimizzare la produzione di energia.

L'area in cui è prevista l'installazione, tra impianto e cavidotto di collegamento con la rete elettrica, attraversa le aree vicino al sito archeologico di Norchia, detta la 'Petra d'Italia', ma tutta l'area è un museo a cielo aperto, tra tombe e antichi insediamenti, forre, ossia gallerie scavate nel tufo, a mano, altre diversi metri, e che attraversano il territorio.

Dall'altra parte la produzione di energia elettria da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, è indispensabile a livello locale e nazionale, e il diniego ad un investimento sul territorio della Tuscia, dunque, non può essere visto come una vittoria, ma una delibera nella quale tutti hanno perso.




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