ANNO 16 n° 275
Nieri: 'Chiarezza sulla morte del senegalese
a Mammagialla'
'Indagini su responsabilitą della Asl'

“Vorremmo fosse fatta chiarezza sul decesso di Dioune Sergigme Shoiibou, il trentenne senegalese che si trovava nel carcere Mammagialla di Viterbo. Dalle prime informazioni apprese, risulta che l’uomo, prima dell’arresto, aveva subito un intervento chirurgico per rimuovere un ematoma al cervello. Intervento che lo avrebbe privato di parte della calotta cranica. Le sue condizioni, dunque, non erano compatibili con la permanenza in carcere. Eppure dal 27 marzo scorso si trovava all’interno dell’istituto penitenziario, invece che in un luogo dove avrebbe potuto ricevere le adeguate cure”.

 E’ quanto dichiara Luigi Nieri, Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà nel Consiglio regionale del Lazio.

“A quanto pare, non c’erano ragioni per non concedere a Dioune Sergigme Shoiibou un soggiorno di cura esterno al carcere. Esistono, infatti, diversi strumenti normativi che avrebbero potuto consentire al giovane senegalese di ricevere le adeguate cure mediche: c’è il rinvio dell’esecuzione della pena (art. 147 comma due del codice penale), c’è la detenzione domiciliare a casa o in luogo di cura (art. 47-ter dell’ordinamento penitenziario). Ma nulla è stato fatto – aggiunge Nieri”.

“Vorremmo, inoltre, sapere se il ragazzo ha ricevuto le adeguate cure all’interno del carcere. A tal proposito, abbiamo presentato un’interrogazione urgente alla Presidente Polverini al fine di avviare un’inchiesta sull’accaduto e accertare eventuali responsabilità della Asl competente. Non è accettabile che un uomo, in gravi condizioni di salute, sia stato lasciato morire senza pietà e nel completo abbandono – conclude Nieri”.




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