ANNO 16 n° 272
Niente punteggio premiale alle aziende che presentano la certificazione di paritą di genere ai bandi
Bocciata la mozione presentata dal consigliere M5S Valerio Biondi: 'Occasione persa'

CIVITA CASTELLANA - Assegnare un punteggio premiale agli operatori economici che, in fase di domanda di partecipazione ad un bando comunale, presentano la certificazione di parità di genere. Il consiglio comunale dice 'no' e boccia la mozione pentastellata. E' accaduto durante l'ultimo consiglio comunale su richiesta di Valerio Biondi, consigliere di minoranza del Movimento cinque stelle.

'Una richiesta inutile e superata - ha puntualizzato il sindaco Giampieri - in quanto sia nel privato che nel pubblico è già previsto un punteggio maggiore, così come negli appalti Pnrr in base ai dettati dell'unione europea. Quella di Biondi è stata solo un'azione propagandistica', ha riferito laconico.

La mozione era partita in seguito alla medesima proposta lanciata da Virginia Raggi nel comune di Roma che, a differenza del comune civitonico, ha trovato il voto favorevole dell'intero consiglio comunale. Diversamente è andata nella città della ceramica dove, nonostante l'indiscussa bontà dell'iniziativa, si è deciso di rispedire al mittente la proposta.

'Le premesse erano molto semplici - dichiara rammaricato Biondi - si trattava di sostenere e promuovere l’inclusività femminile nel mondo del lavoro e nei contratti con la pubblica amministrazione, annullando il gender gap, onestamente non mi aspettavo che la mozione venisse respinta'.

'Nella classifica del Global gender gap report - dichiara il grillino - l’Italia si colloca al 63esimo posto su 146 Paesi monitorati, dopo Uganda e Zambia. Sul versante scolastico le donne rappresentano il 60% del totale dei laureati, primeggiando su rapidità, voti e partecipazione a tirocini curricolari, eppure guadagnano il 20 percento in meno rispetto agli uomini'.

Dato emerso anche nell'ultimo report della Cisl che ha evidenziato, nella provincia di Viterbo, un gap salariale di oltre 9mila euro tra uomo e donna.

'Sono numeri che pesano - dice ancora Biondi - e stonano rispetto alle direttive previste dall'Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile. Esiste una legge specifica (la Gribaudo ndr) che disciplina tale orientamento e anche il governo italiano ha compiuto passi avanti nel tentativo di avvicinare il Paese all’obiettivo della parità di genere, contrastando pratiche discriminatorie del personale femminile nei processi di selezione e gestione delle risorse umane. E' più che mai necessario un consistente ed esteso sforzo culturale, peccato che neanche stavolta questa amministrazione abbia capito l'importanza di una simile iniziativa, il nostro Comune avrebbe potuto dare ed essere di buon esempio, e invece hanno preferito votare contrariamente a questa importante proposta'.




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