ANNO 16 n° 273
Nell'epicentro del (finto) terremoto
Viaggio a Pratogiardino, campo base dell'esercitazione Vetus Urbs

di Chiara Ciripicchio

VITERBO - Terremoto a Viterbo. No, non si tratta, fortunatamente, di un fatto di cronaca ma stiamo parlando di ben altro. Due giorni di simulazioni, sabato 23 e domenica 24, in diversi luoghi del territorio viterbese per l’evento rinominato Vetus Urbs, organizzato dal gruppo comunale di Viterbo della Protezione civile edall’Unità cinofila da soccorso che coinvolge diverse associazioni tra cui i volontari della Protezione civile, la Prefettura, il Comune, la Croce Rossa, l’Associazione di volontariato Misericordia di Viterbo, l’Associazione nazionale carabinieri, i vigili del fuoco, l’Ares 118 e diverse altre associazioni provenienti da numerose regioni italiane.

Ecco, dunque, che per l’occasione Pratogiardino è stato trasformato in un vero e proprio campo base dotato di segreteria, cucina da campo, posto medico avanzato, squadre di supporto psicologico e numerose tendopoli che durante questi ultimi due giorni hanno ospitato i numerosi volontari che hanno preso parte alle esercitazioni. Il tutto messo in piedi come se realmente ci si trovasse in una situazione di emergenza a seguito di una catastrofe, in questo caso un terremoto.

Qui le immagini del campo base a Pratogiardino

Tante le figure presenti all'interno del parco, per l'occasione transennato. Si chiacchiera, ci si confronta, si scambiano idee, senza, tuttavia, farsi trovare impreparati se chiamati a intervenire. Ogni associazione ha la sua postazione all'interno della quale avvengono le riunioni e ci si organizza nel momento in cui si è chiamati a effettuare un particolare soccorso. Presente anche un PMA, ossia un posto medico avanzato all'interno del quale viene simulato il sistema triage utile per assegnare i codici ai soggetti coinvolti in un incidente in base alla gravità delle loro condizioni. Tanti anche i mezzi delle varie associazioni, con diverse ambulanze, camionette e auto di soccorso. Lungo tutto il perimetro di Pratogiardino sono poi state posizionate tende da campo che, oltre ad ospitare postazioni di soccorso, offrono riparo ai tanti volontari che hanno deciso di fermarsi al campo base anche durante la notte. Infine, non possono mancare i cani dell'Unità cinofila che, insieme ai loro padroni, sono pronti a intervenire in qualsiasi momento.

''Le esercitazioni che saranno effettuate in questi due giorni, potranno fornirci numerose indicazioni sull’operato degli apparati locali di protezione civile in caso di catastrofe, verificare la tempestività e soprattutto la qualità degli interventi'', fanno sapere dalla Croce Rossa.

''Per la Croce Rossa sono presenti ambulanze, personale specializzato per le catastrofi e diversi corpi di specializzazione. – comunicano i responsabili dell’ente - Si chiamano proprio soccorsi speciali perché intervengono in situazioni di estrema pericolosità e sono chiamati a effettuare dei recuperi in condizioni di grande disagio e in luoghi proibitivi come crepacci, burroni, edifici pericolanti e via dicendo''.

Proprio ieri mattina, infatti, Palazzo dei Priori è stato utilizzato per simulare il recupero di un ferito grave all’interno di un edificio in cui le vie di uscita risultavano essere ostruite. Gli operatori, quindi, si sono calati con delle funi da una delle finestre del palazzo che ospita il Comune trasportando con sé il ''finto'' ferito. In poche parole un salvataggio da film. 

Ma oltre a Pratogiardino e al Comune, sono molti i luoghi della città interessati da queste spettacolari operazioni: Centro Commerciale Tuscia, zona industriale Poggino, quartiere San Pellegrino, piazza dei Caduti, Castel d’Asso dove con l’aiuto dei cani dell’unità cinofila è stato simulato un soccorso in un burrone, e, infine, la cittadina di Marta dove ieri pomeriggio ha lavorato una squadra di sub impegnata nella simulazione del rovesciamento di una barca.

''Questo genere di simulazioni vengono fatte periodicamente anche per testare il lavoro di squadra tra le varie associazioni presenti, per coordinarci, conoscerci e per organizzarci al meglio in modo tale da non trovarci impreparati qualora si verificasse un terremoto o un altro episodio analogo. – confermano gli operatori della Croce Rossa – Al termine di ogni esercitazione, infatti, ogni squadra si riunisce per analizzare il lavoro svolto, esaminare i punti critici e perfezionare sempre di più i propri interventi''.

Una macchina organizzativa imponente e certosina per ricreare delle situazioni improvvise che siano il più reali possibile perché, effettivamente, quando una squadra di soccorso arriva sul luogo di una catastrofe non sa minimamente cosa si troverà di fronte. Le situazioni posso essere molto diverse tra loro: dalla ricerca di feriti sotto le macerie, al recupero e trasporto delle persone coinvolte fino all’utilizzo di cani come supporto nelle attività.




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