


VITERBO - Nella Tuscia quest'anno sarà un Natale senza presepi viventi a causa del Covid. Ieri è stato già annunciato che due delle più note rappresentazioni - quelle di Civita di Bagnoregio e di Tarquinia - non si svolgeranno. A questo punto è molto probabile che gli organizzatori di altri presepi viventi seguiranno la stessa strada.
''Non ci sono le condizioni – va dritto al punto il sindaco di Bagnoregio Luca Profili -. Il virus è tornato a correre ed è forte. Quello che stiamo vivendo deve essere il tempo della responsabilità. Il Presepe Vivente è diventato negli anni un simbolo del nostro territorio. La Croce Rossa locale, con il presidente Stefano Bizzarri, ha fatto negli anni un lavoro straordinario e regalato a tutti i bagnoresi un motivo d'orgoglio. Quest'anno dobbiamo fermarci, per quanto possa fare male e nonostante tutti ne sentiremo la mancanza. Non posso non rivolgere un saluto e un ringraziamento a tutti i volontari che hanno costruito una storia di grande successo e mi sento di promettere che il prossimo anno torneremo al meglio''.
''La tutela della salute è il nostro primo obiettivo – così il presidente della Croce Rossa di Bagnoregio e Lubriano Stefano Bizzarri -. In accordo con Comune e Casa Civita abbiamo preso una decisione difficile ma necessaria. Non potevamo permetterci di mettere a rischio la salute dei nostri volontari e dei turisti''.
Sono le stesse motivazione che hanno portato l’associazione Presepe Vivente di Tarquinia ad annullare l’edizione 2020. ''Il Presepe Vivente è e deve essere una festa – spiega una nota – e quest'anno, con la situazione difficile che stiamo vivendo, non avrebbe potuto esserlo. Inoltre, pur volendo ragionare su un'edizione nel rispetto delle normative di sicurezza, saremmo stati costretti a snaturare la filosofia e quindi la bellezza della nostra rappresentazione. Oltretutto, con tutte le incognite che viviamo ogni giorno, pensare di investire oggi in un'organizzazione diventa davvero impossibile, anche dal punto di vista della sostenibilità economica''. ''La decisione è presa in accordo anche con il Comune di Tarquinia – continua l’associazione – e, come detto, ci rammarica. Avevamo in testa un progetto nuovo per questa edizione, pronta a tornare nei vicoli del centro storico e negli scenari splendidi di campo Cialdi. Purtroppo la situazione lo rende del tutto impossibile''.