

VITERBO - Il dato più preoccupante riguarda le visite pneumologiche. Nel 2024 in tutta la provincia di Viterbo sono crollate del 58 percento le prestazioni nei tempi previsti per una visita specialistica all'apparato respiratorio in classe B (eseguibile entro 10 giorni). Si è passati infatti dal 100 percento del 2023 ad appena il 42 percento nel 2024.
Stessa sorte per l'ecografia all'addome. Nel 2023 il 61,9 percento delle prestazioni veniva erogata nei tempi previsti, ma a giugno del 2024 il dato si è quasi dimezzato scendendo al 39 percento. Proprio ieri che il decreto Liste d’attesa è diventato legge con il via libera definitivo del Parlamento, Cittadinanzattiva snocciola i dati riferiti alla sanità locale in capo alle Asl territoriali. L'indagine si è concentrata sull’analisi dei tempi di attesa di sei delle prestazioni più importanti da un punto di vista della prevenzione e sono: la prima visita cardiologica, prima visita pneumologica, prima visita ginecologica, prima visita oncologica, ecografia addome completo, mammografia.
Dai dati è emerso che in provincia di Viterbo, ad oggi, si rispettano i dieci giorni massimi di attesa soltanto per il 64,2% delle visite cardiologiche, il 42,4% per visita pneumologica e il 39%, come detto, per ecografia completa all'addome. Decisamente meglio, invece, per i servizi specialistici riservati alle donne. A giugno del 2024 sono state effettuate il 100 percento delle visite ginecologiche e screening mammografico nei tempi previsti. Molto efficienti anche le prestazioni erogate per visite oncologiche (98.2%), i cui dati sono del tutto in linea con quelli dello scorso anno.
Una fotografia in chiaro-scuro quella scattata da Cittadinanzattiva, frutto delle criticità ormai conclamate che la nostra sanità locale si trova ad affrontare, a cominciare dalla mancanza di personale medico e conseguente tagli ai servizi.
Una lenta agonia che la nuova legge sulle 'liste di attesa' si propone in qualche modo arginare, a cominciare dal monitoraggio dei tempi di attesa, visite anche nei fine settimana e nuove misure per il personale.
Nello specifico, la cosiddetta norma 'salta-fila” dovrebbe garantire visite ed esami entro le scadenze di legge, per cui se al momento della prenotazione non si trova posto entro i tempi stabiliti, la Asl dovrà assicurare la prestazione in una struttura privata accreditata oppure dentro l'ospedale ricorrendo alla libera professione dei medici. Prevista anche l'estensione nei giorni di sabato e domenica per visite ed esami nelle strutture sanitarie. Sicuramente buone le intenzioni, bisognerà capire come la nostra sanità territoriale riuscirà a rispondere alle nuove direttive statali.