ANNO 16 n° 275
Nasce la prima banca dati regionale per le adozioni
Effettua un matching tra caratteristiche delle coppie e bisogni del bambino

VITERBO - Da oggi il Lazio avrà una banca dati regionale per le adozioni nazionali e internazionali ‘AdottAMI’. Il progetto è stato presentato stamani dall'assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, insieme al presidente del Tribunale per i minorenni di Roma, Melita Cavallo, e al presidente di LAit spa, Remigio Brachetti. 

‘AdottAMI’ è una banca dati che contiene oltre 2mila fascicoli delle coppie che nel Lazio hanno avanzato la richiesta di adozione. Grazie al lavoro congiunto del Tribunale e dei 21 Gil Adozioni regionali, permette di effettuare in un tempo di soli tre secondi un matching tra caratteristiche delle coppie e bisogni del bambino dichiarato adottabile, abbinando quelle che hanno maggiori elementi in comune con quest’ultimo. Un’operazione che consente al Tribunale di individuare in un secondo momento, tra un numero ristretto di schede informatiche sintetiche e non tra decine e decine di faldoni cartacei, la coppia più idonea all’adozione in questione .

“Con un investimento limitato – ha spiegato Forte - rendiamo le procedure enormemente più veloci, superando quello che dalle famiglie viene considerato uno dei maggiori ostacoli all’adozione, ovvero le lungaggini burocratiche, che spesso le demotiva e le fa desistere. Invece, per noi l’obiettivo primario rimane quello di permettere al bambino di vivere e crescere in una famiglia, mentre le strutture devono essere una soluzione temporanea. Da qui anche la scelta del nome AdottAMI, con cui affermiamo che il nostro punto di vista è quello dei bambini che chiedono di essere adottati e con il quale lanciamo un messaggio chiaro: se adotti, ami”.

“Con AdottAMI – ha aggiunto la presidente del Tribunale Cavallo – non riduciamo solo i tempi, ma assicuriamo che le caratteristiche delle coppie siano perfettamente aderenti ai bisogni dei bambini, eliminando la discrezionalità. E, soprattutto, eliminiamo la frammentarietà delle informazioni e raggiungiamo la massima trasparenza che, oltre a salvaguardare l’interesse superiore del bambino, afferma sia il principio di legalità che la pari dignità di tutte le coppie adottive”.




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