ANNO 16 n° 275
Narcos colombiano sequestrato nelle campagne di Sutri
Sgominata banda di trafficanti romani

Criminali spietati capaci di sfidare i cartelli colombiani arrivando a sequestrare un intermediario e ad amputargli un dito soltanto per vendetta. Come in “Scarface”, il film partorito dalla penna di Oliver Stone che racconta la Miami degli anni Ottanta, con i suoi traffici di coca e di gangster.

Gli affari sporchi della banda di narcotrafficanti sgominata dalla Guardia di Finanza di Roma, invece, si snodavano sulla tratta Caracas-Roma: è nei portavivande degli aerei che i gangster del Duemila nascondevano chili e chili di polvere bianca. Le indagini delle Fiamme Gialle erano partite nel 2008, dopo il rinvenimento di una valigia proveniente da Caracas, contenente più di undici chili di cocaina: da lì era scattata la caccia di tutti gli “anelli” della catena di trafficanti, che aveva la base nel quartiere della Magliana.

Con il passare dei mesi, però, il metodo di trasporto si era evoluto: la droga finiva infatti nei carrelli portavivande, per evitare i rischi e i costi per assoldare un corriere. Il compito di ritirare lo stupefacente e di farlo uscire fuori dell'aeroporto era affidato a un dipendente di una società di catering.

Ma, durante i traffici qualcosa è andato storto: una partita di droga non è arrivata a causa di un debito non pagato dagli italiani e l'intermediario colombiano è stato sequestrato in una villa a Sutri, subendo l’amputazione di un dito. Oltre al colombiano e a una sua connazionale (moglie del capo della banda), gli arrestati sono tutti originari della Capitale.







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