ANNO 16 n° 273
Né Regione né Provincia, la Tuscia nel dipartimento di Roma Capitale

VITERBO - Cancellare 20 regioni e 110 province, spacchettare i rispettivi territori, ''miscellare'' sulla base del potenziale urbano degli attuali capoluoghi, della rete infrastrutturale che li collega e del substrato fisico del territorio e, infine servire. Il cocktail che ne verrà fuori sono composto da 36 dipartimenti. Potrebbe essere questa la suddivisione dell’Italia prossima ventura, così come l’ha proposta dalla Società Geografica Italiana allo scopo di ridurre i costi della politica e migliorare la gestione territoriale.

E che fine farebbe la provincia di Viterbo qualora l’ipotesi venisse attuata? E’ presto detto: scomparirebbe per essere annessa nella macro area metropolitana di Roma Capitale insieme a Rieti. Nascerebbe così il XX Dipartimento. Il resto del Lazio, invece, andrebbe a formare il XXI Dipartimento: Frosinone e Latina, cui verrebbero aggiunti Isernia e il suo hinterland.

L’Italia perderebbe così gli attuali confini regionali e provinciali per lasciare spazio a 36 eco-sistemi urbani, nuove entità geografiche, una sorta di ''regioni mediE'', che accumulerebbero i poteri, e di fondi, delle attuali amministrazioni regionali e provinciali. I dipartimenti, appunto.

Una vera e propria rivoluzione, insomma, dalla quale non si salverebbe quasi nessuno: solo le regioni più piccole, come l’Umbri, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Marche, Abruzzo e Basilicata, infatti, manterrebbe l’assetto geografico attuale. La Sardegna verrebbe divisa in due, la Sicilia in quattro, la Puglia in tre, con l’inglobamento a nord di parte del Molise. Sparirebbero regioni come Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, tutte spaccatate e riorganizzate.

Con i dipartimenti svanirebbero anche le comunità montane e tutti gli altri orpelli che hanno creato il ''mostro'' della iperterritorializzazione e il dissanguamento delle casse dello Stato.

''Questo ridisegno – ha affermato il presidente della Società geografica, Franco Salvatori– se guardassimo al passato, non sarebbe attuabile viste le enormi resistenze territoriali che si sono sempre manifestate, ma la crisi economica richiede innovazione. La nuova mappa porterebbe vantaggi a livello di riduzione di costi della politica e di gestione territoriale, ora troppo frantumata nel caso delle province e troppo squilibrata nel caso delle regioni''.

La proposta è stata presentata la scorsa settimana a Roma e ha suscitato non poco interesse tra i politici e gli amministratori presenti. Anche perché tra sei mesi partirà il meccanismo della formazione delle città metropolitane. Con la nascita i Roma Capitale, il Lazio resterebbe un’entità geografica acefala. Inoltre, il governo Letta ha già presentato alla Camera dei Deputati la proposta di riforma costituzionale che dovrebbe sancire la definitiva abolizione delle province. Quindi, la definizione di una nuova carta geografica del Paese, ancorché necessaria potrebbe diventare anche urgente.

Ecco i 36 dipartimenti in cui, secondo lo studio della Società geografica italiana, potrebbe essere suddivisa l’Italia.

1. Aosta, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Biella, Ivrea

2. Torino

3. Cuneo, Asti, Alessandria

4. Milano e Pavia

5. Bergamo, Como, Lecco, Varese, Sondrio, Monza-Brianza

6. Piacenza, Cremona, Parma

7. Brescia, Verona, Mantova

8. Trento e Bolzano

9. Venezia, Padova, Vicenza, Treviso, Belluno

10. Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia

11. Ferrara e Rovigo

12. Genova, Savona, Imperia

13. Bologna, Modena, Reggio Emilia

14. Ravenna, Rimini, Forlì Cesena

15. Pisa, Livorno, La Spezia, Lucca, Massa e Carrara

16. Firenze, Arezzo, Pistoia, Prato

17. Siena e Grosseto

18. Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo

19. Perugia e Terni

20. Roma, Viterbo, Rieti

21. Latina, Frosinone, Isernia

22. L’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo

23. Napoli e Caserta

24. Salerno, Benevento, Avellino

25. Potenza e Matera

26. Foggia e Campobasso

27. Bari e Bat (Barletta-Andria-Trani)

28. Lecce, Taranto, Brindisi

29. Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone

30. Reggio Calabria

31. Messina

32. Catania e Siracusa

33. Ragusa, Agrigento, Caltanissetta, Enna

34. Palermo e Trapani

35. Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio-Campidano, Oristano

36. Sassari, Nuoro, Olbia-Tempio




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