ANNO 16 n° 273
Movida: eventuali correttivi tra 3 mesi
Prima verifica del Patto della notte con luci e ombre. Le associazioni di categoria chiedono il Puc e la divisione per zone

di Monica Di Lecce

VITERBO – Sulla movida per ora non cambia nulla ma in vista della prossima verifica che arriverà in primavera inoltrata, quindi a ridosso dell'estate, qualche correttivo potrebbe essere anche apportato. E' quanto emerge al termine del tavolo tra il Comune, le associazioni di categoria, gli esercizi pubblici e i residenti e i rappresentanti dei B&B del quartiere San Pellegrino. Un tavolo consultivo da cui sono venute diverse conferme e qualche proposta.

Le conferme riguardano il fronte della sicurezza pubblica e del decoro, dove la regolamentazione dei nuovi orari ha funzionato (in un solo caso sono state attivate le forze dell'ordine), e l'aspetto economico dove si registra – al contrario – un calo netto dell'afflusso di gente a Viterbo e quindi con un crollo degli incassi per gli esercizi pubblici. Hanno funzionato, invece, le deroghe concesse durante il periodo natalizio per ''eventi spot'': hanno portato gente e sono stati ''poco invasivi''.

E' un quadro quindi a tinte chiaro-scure quello che esce dal primo trimestre di sperimentazione dei nuovi orari di apertura degli esercizi pubblici. E se i residenti segnano un punto a favore, gli esercizi pubblici scalpitano. Sul tavolo ieri le associazioni di categoria sono tornate a chiedere l'apertura nei week-end sino alle 2 con gli steward per tutti, proposta, però, che già sei mesi fa fu bocciata. Hanno sollecitato di nuovo il cosiddetto Puc, piano unico per il commercio, che dividerebbe la città per zone, in cui ciascuna, sul fronte delle attività commerciali, con attenzioni, requisiti e strumenti diversi.

Un piano, subordinato al regolamento regionale, previsto nel nuovo piano regionale per il commercio, che non è stato ancora stato redatto dalla Regione. Tirando le somme l'assessore Mancini si è impegnata a convocare il tavolo inter-assessorile per iniziare a ragionare comunque sul piano unico per il commercio. L'altra prospettiva è quella di individuare alcuni requisiti per concedere delle deroghe particolari, proprio come quelle per i cosiddetti eventi spot che hanno funzionato, per clientela o per strutture non sono ''invasivi'' o ''fastidiose'' per residenti e b&b.

''Mi aspetto una proposta su questi requisiti da parte delle associazioni e dei locali'' ha detto l'assessore alle attività produttive Alessia Mancini. ''Ho una base su cui poter ragionare con la maggioranza – ha aggiunto – strumenti che possono essere attivati in vista anche dell'estate''. L'assessore Mancini ha anche proposto di ragionare su tavoli separati per quanto riguarda la zona fucsia e i locali del centro storico. Tra tre mesi la prossima verifica.




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