ANNO 16 n° 273
Morto Sassara, ma il processo va avanti
Appuntamento fissato oggi: verso l'applicazione dell'art. 150

di Stefano Marini Balestra

VITERBO - Il destino è più veloce della giustizia. Appunto, nelle more di ottenere una qualsiasi sentenza, sia essa di assoluzione o di colpevolezza, l’imputato Aldo Sassara è morto.

Cosa ne sarà del processo a suo carico lunedi 23 prossimo è un mistero.

Come mistero è rimasta la morte di Angelo Gianlorenzo di cui il congiunto Sassara era stato accusato. Mistero resterà se il Collegio della Corte d’Assise di Viterbo, presieduto dalla Dr.ssa Mattei, sbrigativamente applicherà l’art. 150 del codice che prevede l’estinzione del reato, quindi la fine del processo, in qualunque stato e grado si fosse trovato alla data della morte del reo.

In applicazione quindi della suddetta norma, il giudice, accertata la morte del reo, essendo estinto il reato, non può procedere oltre e dichiara chiuso il processo.

Ma, non è sempre detto.

Esiste comunque la possibilità di applicare l’art 129 cod.proc.penale che prevede: “che il Giudice possa, in qualunque stato e grado del processo, provvedere ad emettere Sentenza di proscioglimento ogni qual volta risulti “evidente” l'innocenza dell'imputato o in via subordinata vi sia altra causa di natura procedurale che impedisca la prosecuzione del processo già avviato”.

E’ questa la chiave perché la Corte di Assise di Viterbo possa applicare un “parce sepulto” all’imputato Sassara passato a miglior vita.

Questo sarà certamente il leit motiv dell’udienza prossima di lunedi 23 fissata per la lettura del dispositivo della Sentenza.

Gli avv.tti difensori Mazzatosta e Scalabrelli chiederanno al Presidente di pronunciarsi per un’immediata sentenza di proscioglimento del loro assistito perché ormai non raggiunta con ragionevole certezza di una prova che la morte di Gianlorenzo fu per suo fatto, quindi, evidente la sua innocenza. Del resto, la richiesta di una tale definizione del processo non è uno stentato tentativo di ottenere un “parce sepulto”, ma per dimostrare che l’accusa portata dalla Procura non avendo resistito al processo in particolare dopo l’ascolto del testimone a difesa e del Perito all’ultima udienza, avrebbe avuto come conseguenza una probabile assoluzione dell’imputato quantomeno ex art.530 2°comma c.p.p..

Appare umano per la memoria del defunto, morto in stato di presunta colpevolezza di un omicidio e per l’onore della sua famiglia indicata aver avuto in assassino in essa, pronunciarsi con una sentenza che non sia solo di “estinzione del reato per morte del reo” ma entri anche mediante il proscioglimento ex art. 129 c.p.p. nel merito della vicenda.

Dopo l’udienza ne sapremo di più e ne riparleremo.




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