ANNO 16 n° 275
Morte anziano, ascoltati i testimoni
Parla anche il figlio dell'uomo deceduto dopo un volo di tre metri

VITERBO - Descrivemmo “Maxiprocesso” lo scorso 19 gennaio all’indomani di una delle scorse udienze del processo che pende davanti alla Corte d’Assise di Viterbo (pres. dr.ssa Mattei) nei confronti dei dirigenti della Casa di riposo “Villa Iris” di Tuscania dove un anziano ricoverato era morto dopo un volo di tre metri all’interno della struttura.

Infatti, accanto all’indagine per la morte, causata a detta del PM da incuria del personale di assistenza nei confronti di un assistito malato da demenza senile, si è aperta quella relativa le condizioni della struttura che secondo i carabinieri del NAS era insufficiente. “Maxiprocesso” quindi.

Ieri, sul secondo filone di indagine, è stato ascoltato come teste uno dei carabinieri che eseguirono accessi presso la casa di riposo. All’incalzare delle domande rivolte dal rappresentante dell’accusa dr. Siddi, il militare ha confermato la esistenza di manchevolezze amministrative nella gestione della struttura, in particolare circa la programmazione delle ore di assistenza agli anziani. Lo stesso teste ha proseguito nella sua deposizione che fu possibile accertare la circostanza che in alcune fasce orarie della giornata non era soddisfatto il requisito minimo di personale di assistenza fissato dalla ASL di competenza.

E’ stato poi ascoltato come teste uno dei figli della vittima, costituitosi parte civile, che ha confermato che suo padre, a suo tempo valido ed efficiente direttore di banca (a lui si deve l’apertura in Porto S.Stefano (zona Valle) della agenzia della Banca popolare alto Lazio, poi Etruria) era stato colpito da morbo di Alzheimer che lo rese talvolta incapace riconoscere le persone e fortemente incapace di deambulare in autonomia, quindi, escluso che si potesse essere risoluto suicidarsi, appare strano che da solo abbia salito una rampa di scale da cui poi mortalmente precipitarvi.

Il medico della ASL dr.ssa Tuccillo, anche lei ascoltato quale teste, ha riferito dei test richiesti ex post dei fatti dai NAS. La dr.ssa ha precisato che il mental test aveva dato risultati medio-gravi, ma non ha potuto riferire che l’anziano fosse o meno autosufficiente.

In ogni caso, la sua deposizione è stata “benigna” nei confronti della dirigenza della Casa di riposo.

Il processo, che la Pres.della corte d’Assise, vuole concludere prima dell’estate verrà per nuova udienza il 16 aprile prossimo.




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