

VITERBO – “L’occupazione abusiva è un fenomeno da stroncare sul nascere”. E’ senza mezzi termini che il capo della Digos, Monia Morelli, ha aperto la conferenza stampa convocata negli uffici della Questura per illustrare il risultato di un attento “monitoraggio di tutte le strutture che potrebbero essere scenario di abusivismo”. Perché “è un reato, come tale è perseguibile e la Digos ha da tempo avviato una lotta senza quartiere per arginarlo”.
E’ stata la Morelli in persona, insieme a tre pattuglie, a sorprendere i diciannove soggetti denunciati ieri l’altro per aver occupato sette alloggi in una palazzina sulla Tuscanese (la prima venendo da Viterbo per l’esattezza) nella disponibilità dell’Aviazione dell’Esercito e sfitti da anni. “Hanno sfondato la recinzione con una smerigliatrice”. Che è stata sequestrata.
L’occupazione abusiva è stata scoperta durante uno dei consueti controlli degli appartamenti considerati a rischio. “Intorno alle 15,30 – ha spiegato il capo della Digos - abbiamo notato strani movimenti in prossimità di due palazzine del demanio dell’Esercito”. Tempo pochi minuti ed ecco sventolare sui cancelli le bandiere apposte dai militanti di Casapound. Quindi l’intervento.
“Abbiamo motivo di credere che fossero lì da pochissimo tempo, perché li abbiamo trovati a pulire gli appartamenti”, ha detto la Morelli sottolineando che “per allontanarli non c’è stato bisogno dell’uso della forza, ma solo di un’attenta opera di mediazione”.
Oltre ai quattordici estremisti, i poliziotti hanno trovato cinque persone intenzionate a stabilirsi negli appartamenti con le loro rispettive famiglie. Si tratta di viterbesi che, in realtà, non versano in situazioni particolarmente drammatiche. “Una casa ce l’hanno, solo che qualcuno ha difficoltà a pagare l’affitto”. Di qui l’intuizione (illegale) di occuparne una sfitta.
“L’emergenza abitativa a Viterbo, come in tutta Italia, rischia di diventare emergenza sociale – ha aggiunto la Morelli - per questo l’azione di qualunque movimento che cavalchi queste proteste fino a spingersi nell’illegalità va represso”. La soglia di tolleranza, ormai, è pari a zero. E le istituzioni tutte fanno quadrato insieme alle forze di polizia: oggi pomeriggio in Prefettura si riunirà il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per “individuare strumenti strategici e stilare un protocollo di intervento mirato”.