

Ci risiamo. Come sempre le compagini viterbesi finiscono per azzuffarsi l'una contro l'altra. L'ultima domenica del campionato di Eccellenza sta dietro l'angolo. E inevitabilmente una tra Montefiascone e Monterosi cadrà nel trabocchetto dei playout. Sono appaiate li, a 39 punti. E dinnanzi si trovano rispettivamente Cerveteri e Città di Monterotondo. A loro volta incasinate e alla ricerca di una boccata d'ossigeno. Ora. Andando un pochino (nemmeno troppo) indietro nel tempo, ecco che si può ritrovare un Monterosi incredibilmente alto in classifica (addirittura sopra la Viterbese). Poi la crisi. La rapida discesa. Fino al 3-2 interno beccato ieri al Martoni. Perché? Ci si domanda. E soprattutto, con quale umore si sarà svegliato stamane mister Marco Scorsini? 'Sono amareggiato, deluso e disgustato - spiega dopo tanti silenzi - Mai mi è capitato di vivere una situazione del genere'. Mai, in effetti, il tecnico è andato vicino ad una papabile retrocessione. Meglio quindi forse analizzare le cause. Partendo da ciò che è successo. 'Sono sempre rimasto con i piedi per terra, anche quando facevamo sognare - prosegue - Predicando umiltà e consapevole che il ritorno presentasse molteplici trappole, per una rosa ristretta e incompleta'. Tant'è che lo stesso Scorsini, quinto in graduatoria, si era addirittura dimesso. Una mossa azzardata, ma nata dal cuore. Per dare il più classico degli scossoni'. Dopo la sconfitta di Canino avevo intravisto un rilassamento generale - aggiunge - e per scuotere l'ambiente avevo preso questa decisione. Ma la clamorosa frattura avvenuta dopo Montefiascone tra calciatori e società mi ha sorpreso, e ci ha portati ad una picchiata difficile da frenare. Il Monterosi doveva essere il bene primario di tutti, e quindi si doveva gestire meglio la situazione, evitando di innescare questa autodistruzione'. Quella cioè che ha visto andarsene trequarti dell'organico, dopo il battibecco tra atleti e presidente e la riunione fiume del grande esodo. Ma cosa ne è rimasto? Una squadra che ieri ha schierato quattro Allievi e tre Juniores (un 97 tra i pali). Col preparatore dei portieri Moretto in lista, e il 12 sulle spalle. 'Sono il timoniere e il primo che ci mette la faccia - parla ancora lui - che si prende le responsabilità tecniche. Ma in Eccellenza non ti puoi permettere di inventare o di buttare nel marasma tanti giovani con nessuna esperienza. Ragazzi volenterosi, che però mai hanno giocato questo tipo di gare'.
E quindi, tornando all'ultimo match, come si parte verso Monterotondo? 'In primis ringrazio i ragazzi che con me e coi miei collaboratori stanno soffrendo e sputando sangue - chiude Scorsini - e anche se malaguratamente dovessimo fare i playout, venderemo cara la pelle fino all'ultimo minuto'.
Certo è che si poteva (e doveva) gestire meglio una stagione che, nata con quattro spicci e poche pretese, si era tramutata in una favola d'altri tempi. E se finisse male? Le colpe a chi verranno attribuite? Ad uno staff che dovrebbe allenare semiprofessionisti e si trova a guidare solo bambini?