ANNO 16 n° 267
Montefiascone, Rosita Cicoria risponde alle critiche sull'accertamento Tari
Cicoria: 'Nessuna scadenza errata, č solo un attacco politico'

MONTEFIASCONE - E’ mio dovere da Assessore ai tributi intervenire in quanto, nonostante lo abbia già fatto, c’è qualche esponente dell’opposizione che pur di apparire come “salvatore della patria”, diffonde notizie assolutamente inesatte sull’argomento accertamento Tari. Infatti, nel “suo” scritto, dopo aver dichiarato che è un fermo sostenitore del contrasto all’evasione… (come sempre mette le mani avanti per non sbattere il muso) entra nel merito di argomenti di cui non conosce nemmeno l’esistenza, nonostante abbia ricoperto la carica di amministratore per 4 anni e mezzo. E questo è chiaro quando sostiene che la scadenza dell’attività accertativa dell’ente nella circostanza specifica “non è il 31 dicembre 2024 ma il 26 marzo 2025 in applicazione del differimento dei termini previsti per la sospensione dell’attività accertativa nel periodo dell’emergenza del Covid 19”. La cosa grave è che ho già ampiamente spiegato il caso specifico ma, evidentemente, il consigliere è così preso nell’attaccarmi che non ha letto attentamente ciò che ho scritto, gli è sfuggito.. Infatti, trattandosi di accertamenti per “Omessa denuncia” ovvero un immobile iscritto al catasto ma di cui non si è mai inoltrata denuncia all’ufficio Tari, l’art. 38 comma 1 del Regolamento comunale TARI approvato con atto CC n. 19 del 05.09.2014 prevede che il termine per presentare la denuncia TARI scada il 30 Giugno dell'anno successivo. Quindi per il 2018 scade il 30 giugno 2019 e pertanto, &quot. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati" (art 1 comma 161 della L. 296/2006). In ultimo va sottolineato come consolidata giurisprudenza ( vedi ordinanza della Cassazione n. 29854 del 20.11.2024, sentenza della Cassazione a sezioni unite n. 40543 del 17.12.2021) ritiene applicabile agli atti tributari il principio della scissione del termine di notifica: perché il termine non sia prescritto è sufficiente che il comune affidi alla posta, per PEC o al messo comunale, gli atti da notificare entro il 31 dicembre. Pertanto non è intervenuta alcuna prescrizione e non c’è stata alcuna data di scadenza sbagliata. Glielo dico per amor di verità! Il Comune ha avviato questa attività di accertamento nel rispetto di tutti i cittadini che hanno sempre regolarmente denunciato e pagato per quanto in loro possesso. Più volte ho letto e sentito lamentele su gente che abbandona i rifiuti, che ha i mastelli ma che non è in regola ecc..; ecco, questa attività è rivolta a scovare tutte queste situazioni. Certo è che in un controllo così delicato e di ampio raggio, ci possono essere delle anomalie è vero, ma recandosi presso gli uffici, vengono prontamente risolte. Fare una preliminare interlocutoria con i contribuenti, a parte la complessità, avrebbe portato ad un ulteriore aggravio di spese per il Comune. Sugli avvisi di accertamento, c’è la possibilità di richiedere l’annullamento in autotutela entro 60 giorni dalla notifica. Caro consigliere Manzi, chi è che specula sulla buona fede dei contribuenti? Chi è che insinua dubbi solo per portare avanti una becera politica di consenso? La prossima volta legga bene o si faccia suggerire meglio.

Rosita Cicoria

Assessore ai tributi Comune di Montefiascone

 

 

 




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