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Montefiascone, concluso il Festival dell'Ecologia Integrale
Quattro giorni di incontri, cultura, spettacoli e riflessioni. Dalla Messa per la Pace del cardinale Pietro Parolin ai dibattiti su ambiente, salute e futuro dei borghi

 

MONTEFIASCONE – Si è conclusa con un forte messaggio di pace, dialogo e responsabilità collettiva l'edizione 2026 del Festival dell'Ecologia Integrale, che dal 2 al 5 luglio ha trasformato Montefiascone in un punto di riferimento nazionale per il confronto sui grandi temi dell'ambiente, della cultura e dello sviluppo sostenibile.

Più che una semplice rassegna di eventi, il Festival si è proposto come uno spazio di riflessione capace di mettere in relazione mondi diversi – istituzioni, cultura, ricerca scientifica, spiritualità e amministrazione pubblica – accomunati dalla volontà di immaginare nuovi modelli di sviluppo per i territori e le comunità.

Tra gli appuntamenti più partecipati, gli incontri con Mogol e Davide Rondoni, che hanno guidato il pubblico in una riflessione sul valore dell'arte, della parola e della cultura come strumenti di crescita individuale e collettiva.

Grande attenzione è stata dedicata anche al futuro dei piccoli comuni durante il confronto con i sindaci del bacino del lago di Bolsena. Dal dibattito è emersa una consapevolezza condivisa: lo spopolamento dei borghi non rappresenta soltanto una questione demografica, ma un fenomeno culturale che richiede nuove politiche capaci di restituire identità, servizi e opportunità ai territori.

Il tema della salute è stato invece affrontato in una prospettiva multidisciplinare durante il panel coordinato dal professor Mario Morcellini, presidente dell'Associazione Rocca dei Papi per l'Ecologia Integrale ETS, organizzatrice del Festival. Insieme a Giuseppe Novelli, Manuela Lucchini e Franco Bifulco, il confronto ha evidenziato come il concetto contemporaneo di salute non possa più limitarsi alla sola dimensione clinica, ma debba comprendere ambiente, qualità delle relazioni sociali e funzionamento delle istituzioni.

Ampio spazio è stato riservato anche ai temi della rigenerazione urbana e dello sviluppo territoriale. Nel confronto tra l'onorevole Luciano D'Alfonso, il professor avvocato Alfredo Morrone, l'ingegnere Gianni Mannucchi e l'architetto Paolo Mezzetti, moderato dal direttore artistico Gennaro Colangelo, è emersa l'idea che il rilancio dei territori passi attraverso un approccio integrato, capace di unire pianificazione urbanistica, cultura, diritto e partecipazione civica.

Nel corso della manifestazione è stato inoltre assegnato il Premio Custode della Casa Comune, riconoscimento che ha confermato la vocazione del Festival a valorizzare esperienze locali con una prospettiva internazionale.

Le serate dedicate allo spettacolo, curate dall'attore Emmanuel Casaburi, hanno arricchito il programma con la presenza delle attrici Irene Maiorino e Miriam Dalmazio, protagoniste di alcune delle più apprezzate produzioni televisive degli ultimi anni.

A chiudere il Festival è stato il momento più significativo dal punto di vista spirituale: la Messa per la Pace, presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità Leone XIV, seguita dal concerto della Banda dell'Arma dei Carabinieri in piazza.

Nel corso dell'omelia, il cardinale ha richiamato il valore autentico della pace, definendola non come una semplice assenza di conflitti, ma come il frutto della giustizia, della responsabilità e della conversione delle coscienze. «Abbiamo più bisogno che mai del santo dono della pace», ha ricordato ai fedeli, sottolineando come la costruzione della convivenza passi dall'impegno quotidiano di ogni persona.

La riuscita dell'evento è stata resa possibile anche grazie all'organizzazione coordinata dal direttore generale Alessio Lerani, che insieme all'Associazione Rocca dei Papi per l'Ecologia Integrale ETS, alla Protezione civile, alla Polizia locale e ai tecnici impegnati nella gestione degli spazi ha garantito lo svolgimento di tutte le iniziative.

Un ringraziamento particolare è stato infine rivolto a monsignor Fabio Fabene, arcivescovo titolare di Montefiascone, la cui presenza ha rappresentato un punto di riferimento nel dialogo tra dimensione spirituale, culturale e istituzionale

Si chiude così un'edizione che ha confermato il Festival dell'Ecologia Integrale come uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio, capace di coniugare riflessione, partecipazione e visione, rilanciando Montefiascone come luogo di confronto sui temi della pace, della sostenibilità e del futuro delle comunità.




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