


MONTALTO DI CASTRO - “Affidiamo al Signore il lavoro degli agricoltori, grazie al quale non ci manca il pane quotidiano”. Le parole pronunciate oggi da Papa Leone durante l’Udienza Generale, ricordando la festa del raccolto che si celebra in questi giorni in varie parti d'Europa, parlano direttamente anche a territori come il nostro.
Montalto di Castro e Pescia Romana hanno una storia profondamente legata all’agricoltura, al lavoro nei campi, alla terra coltivata e custodita per generazioni. Una terra che non rappresenta soltanto una risorsa economica, ma costituisce la nostra identità, il nostro paesaggio e una parte essenziale della storia delle comunità che qui vivono.
Oggi, però, questa vocazione agricola è sottoposta a una pressione crescente. Da anni denunciamo il rischio che un territorio che ha già dato moltissimo sul fronte energetico venga progressivamente trasformato in una grande area industriale, con ettari di suolo agricolo sottratti alla loro funzione originaria e destinati a nuovi impianti Fer
La transizione energetica è necessaria, ma non può avvenire cancellando la terra, il paesaggio e il lavoro degli agricoltori. Difendere il suolo agricolo significa difendere il cibo, l’economia locale, la biodiversità e il futuro delle prossime generazioni.
Per questo abbiamo sentito particolarmente vicine le parole del Pontefice. E ci piace esprimere anche un auspicio: che un giorno Papa Leone possa venire a conoscere direttamente questo territorio e incontrare chi, ogni giorno, continua a lavorare la terra e chi si batte perché essa non venga sacrificata a un modello di industrializzazione senza limiti.
Sarebbe per noi un grande onore poterlo accogliere proprio qui, a Montalto e Pescia, nella nostra terra di confine tra Lazio e Maremma, per raccontargli una battaglia che non è contro il futuro, ma per un futuro nel quale energia, agricoltura, ambiente e comunità possano convivere.
𝗖𝗼𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗡𝗼 𝗙𝗘𝗥 𝗦𝗲𝗹𝘃𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗲 𝗣𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮