ANNO 16 n° 272
Monnezza di mare, monnezza da supermercato

di Massimiliano Morelli

 

“Gente di mare” cantavano Raf e Umberto Tozzi regalando un affresco sonoro di chi vive per e con il mare. Certo il loro refrain non era dedicato a chi, ieri, ha affollato le spiagge del litorale laziale, gente che appariva come reduce da una segregazione carceraria, non da zone gialle, arancioni e rosse. Chi vagheggiava un’estate perfetta dopo tanto penare è servito, c’è necessità di strutture ricettive adeguate, non di una “romanella” tipo quella del meccanico, dal quale vai per un guasto ma non sei disposto a spendere più di tanto. In alcune zone del litorale quello di ieri è sembrato più che una giornata di relax, un vero e proprio mucchio selvaggio. E la “monnezza” è rimasta sulla battigia, perché “tanto c’è chi pulisce”. E’ la stessa “monnezza” che troviamo nei carrelli del supermercato. Avete presente? Cerchiamo la moneta per sdoganare il “nostro” carrello dagli altri e puntualmente troviamo gli avanzi di chi, per ultimo, ha usato prima di noi quel telaio su ruote per adagiare la spesa: il guanto di plastica usato per il pane, lo scontrino di cassa, la plastica dell’ovetto degustato dal bimbetto che una buona madre ha pensato bene di ammutolire accontentandolo nel capriccio di scartare subito la merendina. E ci si consideri fortunati se quel carrello della spesa che abbiamo scelto non lo troviamo impiastricciato di cioccolata… E’ la solita Italia che va, Paese dove spesso, purtroppo, mancano le buone maniere.




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