

di Massimiliano Morelli
L’ennesima emergenza rifiuti di Roma, da dove ogni giorno partono oltre 170 tir carichi di monnezza e destinazione (anche) Viterbo, oltre a violare le norme Ue che prevedono lo smaltimento “a chilometri zero”, crea un disastro ecologico senza eguali. Nella capitale si riesce a trattare la metà delle tonnellate prodotte ogni giorno.
Così ieri il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha annunciato una sua nuova ordinanza “per aiutare Roma”, facendo nel contempo intuire l’intenzione di “commissariare” la Giunta capitolina, che “non utilizza i milioni messi a disposizione dalla Regione”.
L’Ama, l’azienda municipalizzata, dichiara il 45% di raccolta differenziata. Dunque, l’indifferenziata “pesa” un milione di tonnellate, ma nel territorio di Roma se ne riesce a trattare appena la metà, e così si deve ricorrere ai privati. Per la cronaca, Roma non ha realizzato alcun impianto, neanche i due autorizzati dal Comune.
E, logica conseguenza, la monnezza romana viene sparpagliata qua e la. “Anche questa volta – ha dichiarato l’assessore regionale ai rifiuti Massimiliano Valeriani - la Regione Lazio si assumerà le sue responsabilità accogliendo la richiesta unanime dei partecipanti alla riunione istituzionale di prorogare l'ordinanza che prevede il conferimento dei rifiuti romani nella discarica di Viterbo.
Ora la Raggi dimostri di essere sindaco e individui i siti sul territorio comunale dove realizzare gli impianti necessari alla chiusura del ciclo dei rifiuti”.