ANNO 16 n° 275
Moderati e Riformisti
alla romana
Lavori in costo per la lista a sostegno di Giachetti. Fioroni: ''Vale il 5%''

di Andrea Arena

ROMA – Frasi come: ''Certo, Giachetti deve coprirsi a sinistra, ma non può fare a meno di noi, di questo mondo’’. O ancora: ''’Ripartire dalle molte risorse religiose e civili presenti a Roma’’. Ma anche: ''Da qui nascerà la lista civica per Giachetti, per fare in modo che un certo patrimonio non vada disperso in mille rivoli e cioè in mille candidati’’. Basta sostituire un paio di termini (''Giachetti’’ con ''Michelini’’ e ''Roma’’ con ''Viterbo’’) ed ecco che il quadro è chiarissimo. E definirlo un’operazione Moderati e Riformisti alla romana – non nel senso che ciascuno paga per se, ma nel senso della capitale d’Italia – non è una forzatura giornalistica. Specie se dietro le quinte s’intravede la regìa più o meno palese di Giuseppe Fioroni.

Già, coloro che avevano ipotizzato che l’esperimento della lista civica (prima Oltre le mura, poi Moderati e riformisti) testato nella Tuscia in occasione delle elezioni comunali prima e provinciali poi fosse appunto soltanto un laboratorio in attesa di nuove, e più impegnative, prove, ha avuto ragione. Come racconta l’edizione romana de Il Messaggero, proprio in questi giorni di frenetica antivigilia delle elezioni per il Campidoglio sta prendendo forma la creatura che si prefigge di sostenere ''da destra'' il candidato del Pd Roberto Giachetti. E sebbene si debba tener conto di tutti i rapporti di proporzione del caso (Roma è grande e multiforme, Viterbo è piccola e legata a certi equilibri politici e sociali diversi), il paragone ci sta tutto.

E’ Simone Canettieri (tra l’altro cronista d’origine viterbese) a raccontare sulle pagine del prestigioso quotidiano capitolino la prima uscita, assolutamente non ufficiale, del progetto. Un incontro nel chiostro della confraternita dei Piceni sulla lettera del cardinale Agostino Vallini a proposito di Roma. E basta leggere chi c’era per capire le similitudini con il fratellino maggiore viterbese: mondo sindacale (Raffaele Bonanni, ex segretario generale della Cisl), magistratura (Cesare Mirabelli, presidente emerito della Consulta), Governo (il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi), Acli, comunità di Sant’Egidio, Università, comunità dei calabresi (che a Roma è numerosa), politica varia come gli ex Udc Buttiglione e Cesa, Mentre un'altra parte di Area popolare dovrebbe sostenere Alfio Marchini. Ma anche in questo caso, che l'Udc si spacchi sui candidati sindaci è cosa già vista da queste parti: nella primavera del 2013, per dire, Tofani andò con Michelini, Santucci si presentò da solo salvo poi appoggiare al ballottaggio il candidato di destra.

All'incontro c’era naturalmente anche Giuseppe Fioroni, per il quale ''una lista del genere può arrivare al 5 per cento’’. Meno di Oltre le mura ai tempi d’oro, ma in un palcoscenico diverso nel quale oltretutto gli apparentamenti potrebbero contare parecchio, visto che la corsa, tra lo stesso Giachetti, la grillina Raggi e i quattro (almeno all’ultimo conteggio) candidati del centrodestra si preannuncia serratissima. L’obiettivo dell’area popolare capitanata da Fioroni, poi, è sempre lo stesso, già ascoltato tante volte anche qui, ai margini dell’impero: allargare il campo, partito della nazione, parlare all’elettorato moderato, difendere quei valori. Eccetera. La lista, comunque, è già in fase d'assemblaggio: niente parlamentari, sì ai politici e ad esponenti della società civile.

E però si vede che dalle esperienze (leggi: errori) precedenti Moderati e Riformisti può trarre insegnamento, specie se vuole proseguire nelle sue sorti non si sa quanto magnifiche e progressive, ma di sicuro non progressiste. Per ora infatti nella capitale si sta procedendo a fari spenti. ''L’evento non è stato pubblicizzato finora perché c’è paura di confondere i piani e far scoppiare polemiche a sinistra’’, scrive Canettieri. E come non pensare a quella sinistra viterbese (in questo caso del Pd, impersonificata dai sette consiglieri comunali ribelli) che al momento della nascita dei Moderati e Riformisti si è messa di traverso provocando la crisi dell’amministrazione Michelini? Tant’è che Giachetti – uno che ha sempre la tessera del partito radicale in tasca – ha già ammonito preventivamente i Mo.Ri. romani: ''Non mi fate troppi danni, eh…’’ Moderato avvisato, mezzo riformato.




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