

VETRALLA – ''Mio marito poteva morire''. Andare in bicicletta per le strade della Tuscia è diventato molto pericoloso. Non tanto perché le auto sfrecciano veloci, ma soprattutto a causa dell’asfalto, lastricato da grandi buche, quasi crateri. E in una di queste buche, alta quasi 10 centimetri, sulla Sp10 tra Vetralla e Tobia lo scorso 24 maggio ha rischiato la vita un ciclista. Caduto rovinosamente a terra, l’uomo ha riportato serie contusioni, un trauma cerebrale e fratture con 30 giorni di prognosi.
A raccontare l’episodio la moglie del malcapitato, pronta a denunciare la provincia di Viterbo per ottenere il risarcimento danni: ''Non so se ci pagheranno o meno – dice la donna – ma il punto è che mio marito poteva essere morto. Se non aveva il casco lo era di sicuro perché ha riportato anche un brutto trauma cranico. Qua non si tratta di una gomma spaccata, che pure dovrebbe essere pagata, qua si tratta di una persona con 30 giorni di prognosi''.
Il tratto della strada provinciale in questione, quello tra Vetralla e Tobia, è al centro da moltissimo tempo oramai di discussioni e proteste per la sua pericolosità, tutt’ora rimaste inascoltate. Lamentele arrivate anche a Viterbonews24 da altri lettori sempre per il medesimo tratto stradale: ''C’è una grande buca vicino al bivio che va a Tobia. C’ho rotto un cerchio''. Le polemiche continuano poi sui social: ''Da Viterbo per Vetralla c’è un cimitero – si legge su Facebook -. Buche più profonde di 10 centimetri eppure a mio marito la gomma non gliel’hanno ripagata''.