


VITERBO - (MDL) - Perché l'Italia fino ad ora non è stata interessata dagli attentati terroristici? Hanno provato a rispondere a questa domanda lo scrittore Aldo Musci e la giornalista Federica Fantozzi ieri al ''Salotto delle 6'', il festival dell’associazione Hypothesis, ideato e diretto da Pasquale Bottone, in corso di svolgimento alla biblioteca comunale degli Ardenti.

Lo spunto per la riflessione è stato offerto da ''Il Logista'', il libro di Federica Fantozzi dove si racconta la storia di una giornalista, Amalia Pinter, che lavora in un piccolo quotidiano di Roma specializzato in cronaca nera. Nel suo quartiere, Ponte Milvio, si imbatte in una vecchia fiamma dei tempi universitari, Tancredi, da cui si lascia accompagnare, in un servizio per il giornale, a casa di una giovane coppia, vittima di una strage jihadista durante il viaggio di nozze in un’isola tropicale.
''Ho scritto il libro - ha raccontato Federica Fantozzi - dopo essere tornata da Parigi dove ero stata inviata dal giornale dopo l'attentato al Bataclan. Ho trovato una città sotto choc, sotto assedio. Sono stata lì una settimana, quando sono tornata a Roma, da un lato mi sono sentita sollevata, dall'altro ho iniziato a domandarmi se potevo stare tranquilla. Per qualche giorno ho evitato di frequentare luoghi affollati''.
''Il titolo del libro ''Il Logista'' - ha spiegato l'autrice - fa riferimento quei professionisti di cui si deve affidare chiunque abbia bisogno di andare in un posto rischioso per compiere una missione''.
Scendendo nel tema più nello specifico, Aldo Musci ha tenuto a precisare che ''terrorismo è una parola vaga. Il terrorismo è una tecnica di combattimento, non è una strategia, né un programma, né una entità''.

Ricordando che nonostante le minacce l'Italia non sia stata toccata da attentati terroristici, Musci ha detto di avere qualche dubbio ''che i nostri apparati di intelligence siano così preparati da sventare gli attacchi. Ho il dubbio che la risposta alla domanda iniziale vada cercata nel ruolo un po' ambiguo che l'Italia ha giocato con il Medio Oriente e nella logistica. L'Italia è una zona di transito e quindi si potrebbe scegliere di non colpirla direttamente''.
Federica Fantozzi ha focalizzato l'attenzione su una serie di fattori. Il primo di carattere storico-politico riguarda i servizi segreti. ''Nella lotta al terrorismo delle Brigate Rosse - ha detto Federica Fantozzi - hanno accomulato un know how che li ha aiutati''.

''C'è poi da dire - ha aggiunto - che l'Italia non è la Francia, non ha quel numero di immigrati e di immigrati di seconda generazione. Da noi vengono espulsi, in Francia con quelli di seconda generazione non è possibile''.
Ha poi posto l'accento sul Vaticano: ''Sicuramente è un bersaglio - ha detto Federica Fantozzi - ma è anche un deterrente''. Infine, seconda la giornalista scrittrice, un ruolo di ''protezione'' è svolto anche dalle mafie che hanno il controllo dei territori, delle armi e degli ingressi''.

Concorde sul ruolo delle mafie anche Aldo Musci secondo cui ''la mafia non ha interesse al grande attentato che acerba la piazza lavorativa. La mafia controlla armi e movimenti strani''. ''Sicuramente - ha detto - esiste una filiera criminale della Libia che ha contatti con le mafie locali''. Nel suo prossimo libro Musci parlerà del Grande Mediterraneo. Tra i paesi analizzati c'è Malta. ''Qui - ha detto - ci sono le prove di contatti tra le mafie italiane, organizzazioni libiche e forse anche Isis''. Secondo Musci quindi esistono elementi di comprensione tra le diverse organizzazioni che potrebbero quindi giustificare il fatto che non si sono registrati attentati.