

Cinque anni di amministrazione Marini hanno ingessato Viterbo. La città è ferma su se stessa, i ragazzi viterbesi non hanno futuro e sono costretti a trovare fortuna altrove.
“Non basta giustificare il degrado sotto molti punti di vista della città con la crisi generale – interviene Mancini, candidato del Partito Democratico per Leonardo Michelini sindaco -. Non tutte le città d’Italia, pur con i problemi che stanno affrontando, risentono della difficile congiuntura economica nella stessa maniera. C’è chi ha saputo individuare dei temi di sviluppo e costruire modelli virtuosi, Viterbo invece sembra essere stata guidata con una logica d’improvvisazione. Mancato lo sviluppo termale, mancato lo sviluppo turistico. Queste occasioni perse hanno affossato il commercio, l’artigianato, la produzione delle terra che invece potrebbe trovare sviluppo attraverso una lungimirante politica turistica”.
Il capoluogo della Tuscia si trova davanti a un bivio. Una strada è quella che ci ha condotto al punto dove siamo, è quella rappresentata da Giulio Marini. L’altra è quella indicata da Leonardo Michelini, che in questi giorni sta parlando chiaro ai viterbesi e ha stretto un patto alla pari con il presidente della Regione Zingaretti.
“La Viterbo di Michelini, che condivido, vuole tornare protagonista. Vuole uscire dalle mura e aprirsi al turismo e alle occasioni di occupazione e sviluppo che questo determina – conclude Mancini -. La città deve recuperare il suo ruolo di capoluogo di provincia e funzionare da traino per l’intera Tuscia. Il programma di Michelini è in grado di trasformare ciò in un’impresa possibile, per questo ho deciso di scendere in campo in prima persona e giocare questa affascinante partita per un cambiamento vero della mia Viterbo”.