ANNO 16 n° 273
Michele Pepponi:
''A rischio Caffeina 2014''
Presidente Fondazione: ''Offensivo parlare di conflitto d'interesse''

VITERBO – Caffeina 2014 a rischio? A leggere le parole del presidente della Fondazione, Michele Pepponi, la risposta potrebbe essere un ‘’sì’’.

‘’Dopo aver seguito in religioso silenzio il 'dibattito' estivo sul presunto conflitto di interessi di amministratori pubblici con La Fondazione che mi onoro di presiedere, è arrivato il momento di mettere le cose in chiaro. Come da statuto, - scrive Pepponi - quest'anno la Fondazione si è sobbarcata l'onere e l'onore di organizzare Caffeina Festival al meglio delle nostre possibilità. E ad oggi lo ha fatto, tra mille difficoltà, esclusivamente con le proprie forze organizzative ed economiche, con la totale incertezza su qualsivoglia contributo da parte di tutti gli enti pubblici. Anzi, - prosegue - a voler essere precisi, per lo svolgimento del Festival 2013 la Fondazione ha versato 7.940,68 euro all'Amministrazione Comunale tra tassa di occupazione del suolo pubblico, imposta sulle affissioni e affitto della Sala Gatti’’.

‘’Se il successo dell’edizione 2013, con l'indiscutibile indotto economico sulla città, ci rafforza nel nostro impegno di continuare questa avventura, - spiega il presidente - l'incertezza è arrivata a un livello tale da non poter essere più sopportata senza intaccare la qualità del prodotto. In questo contesto, continuare a sentir parlare di conflitto d'interesse è tanto ridicolo quanto offensivo. L'unico interesse della Fondazione Caffeina è quello di continuare a far crescere il Festival e, con esso, l'offerta culturale della nostra città. Anzi, - argomenta Pepponi - lo abbiamo già detto e lo ripetiamo con maggiore convinzione’’. A detta del presidente della Fondazione ‘’senza un tavolo di lavoro tra tutti i soggetti che ritengono che Caffeina Festival sia una risorsa per la città pensare a organizzare il Festival del 2014 a Viterbo comincia ad essere davvero complicato. Questa è la situazione. Questa è la realtà. Tutto il resto – conclude – sono futili polemiche che non servono a nessuno. Nemmeno a chi le fa’’.

 




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