ANNO 16 n° 275
Mensa scolastica: le lavoratrici pronte a incrociare le braccia
Partito il periodo di raffreddamento. Calą (Fisascat Cisl): 'La Slem non puņ continuare ad ignorare le loro richieste'

 

CIVITA CASTELLANA - Le lavoratrici della Slem pronte ad incrociare le braccia. E' partita infatti ieri in via ufficiale la proclamazione dello stato di agitazione delle otto dipendenti, notificata alla Commissione di garanzia, e il periodo di raffreddamento 'trascorso il quale - fa sapere Guido Calà, segretario generale della Fisascat Cisl - in assenza di risposte volte a risolvere le criticità esposte, le operatrici entreranno in sciopero'.

Il periodo complessivo della procedura conciliativa potrà variare dai dieci ai quindici giorni. Trascorso questo tempo, e in assenza di risposte, le lavoratrici incroceranno le braccia. A rischio 220 pasti al giorno nelle mense scolastiche del comune di Civita Castellana.

'Purtroppo - continua Calà - la situazione è diventata insostenibile. Più volte la ditta è stata sollecitata ma sono mancate risposte'. 

La lista delle problematiche è lunga e ormai tristemente nota: ritardi cronici nel pagamento degli stipendi, errati conteggi delle ore di lavoro, mancato riconoscimento di livelli adeguati alle mansioni svolte, mancato versamento delle ritenute sindacali e trattenute alle lavoratrici. Problematiche che si trascinano da tempo e di cui il Comune è stato messo prontamente al corrente.

L'ufficio del lavoro nel frattempo ha convocato le parti (Comune, Ditta e sindacato) per venerdi 9 febbraio per fare il punto della situazione e richiamare gli enti alle proprie responsabilità. 'Speriamo che in questa occasione si possa definitivamente risolvere il problema e assicurare un quadro di stabilità per le lavoratrici - ha infine commentato il segretario -. Fino ad oggi queste ragazze hanno fatto il possibile, supportando enormi sacrifici, in alcuni casi anche pagando di tasca propria. Questa situazione non è più ammissibile, le lavoratrici hanno il diritto di ricevere un trattamento dignitoso e non più vane promesse. Il loro è un lavoro di primaria importanza per l'intera collettività e deve essere tutelato'.

Sul caso sono intervenuti a più riprese anche i consiglieri di Rifondazione Comunista Yuri Cavalieri e Maurizio Romani: 'Siamo dalla parte delle lavoratrici - hanno detto- e chiederemo al Comune di prendere in considerazione la revoca del contratto alla ditta appaltatrice'.




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