ANNO 16 n° 274
Medioera ricorda
Paolo Borsellino
Alle 21,30 il Villaggio Digitale di piazza del Gesł si ferma per qualche minuto

“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”, con questa frase di Paolo Borsellino e una sua immagine proiettata a piazza del Gesù Medioera ricorda i venti anni dalla strage di via D'Amelio e il magistrato vittima di Cosa Nostra. Un momento di riflessione sulla lotta alla mafia, attraverso il ricordo di chi, insieme a Giovanni Falcone, l'ha combattuta con tenacia e costanza. In quel maledetto 19 luglio del 1992 morirono con Borsellino anche gli agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Mili, Walter Eddie Cosima e Claudio Traina.

Paolo Borsellino, in quei giorni di dolore per la scomparsa del collega e amico Giovanni Falcone, si sentiva ormai un uomo solo che percorre l'ultimo miglio verso una sentenza già scritta. Nonostante quella sensazione, aveva continuato coraggiosamente a portare avanti il lavoro iniziato con Giovanni senza fermarsi un momento, tranne quella mattina del 19 luglio 1992, quando giunse a casa della madre per portarla dal medico. Non ci fu il tempo perché i boia di Cosa Nostra avevano già preparato tutto e mancava solo un bottone da schiacciare. Oggi, giovedì 19 luglio, tutta Italia ricorda il sacrificio di questo magistrato vittima della mafia. A Viterbo, la serata di Medioera vuole essere momento dovuto di ricordo e di riattualizzazione di un senso civico alto. Alle 21,30 prima del multitalk in programma il “Villaggio Digitale” di piazza del Gesù si ferma, per non dimenticare e per proiettare nel presente e sul futuro valori forti di legalità e lotta alle realtà criminali di ogni ordine e grado.

 




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