ANNO 16 n° 272
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Masterplan, le tessere del puzzle Viterbo
Obiettivo: individuare un percorso condiviso per riqualificare il centro

VITERBO – Dialogo tra le parti. E’ il primo passo per la realizzazione di un puzzle che, una volta messe in ordine tutte le tessere delle diverse esigenze cittadine, forniranno l’immagine di una Viterbo dinamica e pronta a nuove sfide.

A tal fine l’amministrazione comunale, nello specifico l’assessore all’Urbanistica Raffaela Saraconi, in sinergia con l’Ordine degli architetti di Viterbo e provincia adottano la strategia dell’ascolto finalizzata all’elaborazione di una proposta che accolga e risponda alle diverse esigenze rappresentate.

Tre gli incontri, in programma sino a maggio, per sviscerare problematiche, criticità e richieste provenienti dai vari ambiti.

''Servizi, commercio e ricettività nel centro storico'' il tema del primo appuntamento, tenuto nei giorni scorsi presso la sala del consiglio della Camera di commercio, che ha visto gli interventi, oltre che della Saraconi e della collega al Commercio Sonia Perà, di Vittorio Peparello per il turismo, Umberto Kuzminsky in rappresentanza dell’associazione ''Stay in Tuscia'' (B&b e case vacanza), di Fabrizio Fortini per l’associazione ''Centro di gravità'' (commercianti, artigiani e residenti del centro), di Paolo Marcoaldi de La Sapienza di Roma e di Rossana Giannarini esperta di marketing territoriale.

Negli ultimi tempi la città sta registrando un maggiore afflusso di visitatori. Se la notizia da una parte è positiva, dall’altra gli sguardi esterni registrano una serie di lacune che agli abitanti del posto sfuggono. Dalla mancanza di una serie di servizi prettamente attinenti i turisti – dalle semplici piantine della città alla cartellonistica, ai bagni pubblici – alle criticità lamentate anche dai residenti quali la scarsa pulizia della città, i cumuli di rifiuti, i cestini stracolmi, il dissesto delle strade (roba da far invidia agli organizzatori del Camel Trophy).

Problematiche sollevate dagli ospiti delle strutture ricettive, di cui si è fatto portavoce Kuzminsky, oltre a una percezione di insicurezza per mancanza di telecamere e uomini in divisa soprattutto nei vicoli del centro.

Altra nota dolente: la scarsa informazione al turista. Tanto che Stay in Tuscia “ha cercato di promuovere pacchetti per fornire ai propri ospiti notizie su cosa vedere, cosa fare''. Per Kuzminsky, inoltre, sarebbe ''necessario creare pacchetti mirati per esaltare le peculiarità del territorio: dall’archeologia al termalismo, all’enogastronomia''.

Un’esigenza, quest’ultima, su cui da tempo batte Peparello che ribadisce l’urgenza di una programmazione turistica anche destagionalizzata, puntando su un’offerta integrata. E sull’accoglienza. Dai dati in suo possesso, infatti, emerge che un turista su 3 che visita l’Italia si lamenta di come viene accolto. ''A Viterbo – incalza - dobbiamo passare dalla vocazione a realtà turistica. Un risultato che si raggiunge solo se programmazione e promozione viaggiano insieme. Importante anche ripensare i pacchetti turistici in collaborazione con le istituzioni e creare partnerariati che consentano di accedere alle risorse pubbliche''.

L’architetto Marcoaldi ha posto l’accento sui servizi di prossimità: creazione di isole ecologiche, aree wifi su tutte le piazze, riqualificazione bagni pubblici, installazione di monitor alla pensilina per informare sulla programmazione di eventi nel centro, e cartine della città che indichino i luoghi da vedere ma anche strutture ricettive e di ristorazione da distribuire in tutte le attività commerciali.

Piantine aggiornate che, stando a quanto dichiarato dall’assessora Perà, si stanno già predisponendo e quanto prima saranno a disposizione di tutte le strutture ricettive.

Attirare i turisti rendendo la città accogliente, oltre ad adattare l’offerta anche da parte dei commercianti con prodotti di qualità e di nicchia. Il suggerimento arriva da Fortini dell’associazione ''Centro di gravità'' che rimarca: ''Viterbo è un prodotto da lanciare perché fuori dalla provincia è quasi misconosciuta''.

Secondo Rossana Giannarini, esperta di marketing territoriale, vendere la città da sola non è sufficiente per creare flussi turistici consistenti. Meglio puntare su un brand che metta in rete il capoluogo con altri siti.




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