

“Se il partito non decide, se non si trova una soluzione equa e funzionale a tutti livelli non se ne fa nulla. Nell’attesa resta tutto congelato”. E’ questa la frase che il sindaco Giulio Marini ripete come un disco a chiunque lo interpelli sul rimpasto di giunta, al cui gestazione è diventata ecclesiastica. E da questa posizione Marini è deciso a non recedere nemmeno di un millimetro. “Nessuno pensi di intimorirmi – avrebbe mandato a dire agli emissari di questa o quella corrente –, se qualcuno pensasse al tanto peggio, tanto meglio, io sono pronto”. Come dire: “Se vogliono la crisi facciano pure. Loro hanno da perdere molto più di me”.
Insomma, se non ci sarà un’accelerazione e il PdL viterbese non riuscirà a trovare una difficile quadra, di rimpasto si sentirà parlare ancora a lungo. Ma qual è, allo stato dell’arte la soluzione più probabile? Eccola: Antonio Fracassini ai Lavori pubblici al posto di Gianni Arena, la cui “promozione” alla presidenza dell’Arpa-Lazio, annunciata da tempo, dovrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni; Enrico Maria Contardo alla Cultura, al posto di Vito Guerriero, l’esterno voluto dal sindaco Marini quando fu costretto a sostituire in fretta e furia Fabrizio Purchiaroni, coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per una storia di terreni e di piano regolatore; Claudio Ubertini all’Urbanistica, nel posto lasciato libero da Marcello Meroi dopo la sua elezione alla presidenza della Provincia; Massimo Fattorini è destinato a subentrare a Claudio Taglia, reo di aver abbandonato il Pdl per arruolarsi nelle truppe finiane del Futuro e Libertà, ma dovrebbe ottenere una delega leggera, poco più che di rappresentanza, come i rapporti con L’Università. Il Bilancio dovrebbe invece andare a uno dei primi tre.
Questo organigramma non soddisfa, e poteva essere altrimenti, tutte le correnti e le sottocorrenti del PdL Viterbese. Ma almeno riuscirebbe a placare l’agitazioni di quelle più consistenti e animose. A frapporre l’ennesimo ostacolo sulla accidentata strada del rimpasto ci si è messa anche la senatrice Laura Allegrini, che aspira, per motivi che vedremo più avanti, a diventare consigliere provinciale. Come? Imponendo a Fracassini di dimettersi da Palazzo Gentili non appena ottenuto un assessorato comunale. Ma che se ne fa la senatrice di uno scranno in Provincia? Beh, gli servirebbe per tentare con qualche remota possibilità di successo di imporre al presidente Meroi di assegnare un posto in giunta alla sua amica Maria Gabriela (con una elle sola) Grassini, ex sindaco di San Lorenzo Nuovo e vice coordinatrice provinciale del PdL. Con un posto in giunta provinciale, dopo che è sfumato il tentativo di portare la stessa Grassini alla presidenza dell’Ater, la senatrice conta di aumentare il suo peso specifico e ingrossare le fila della sua micro-corrente che, secondo i bene informati, attualmente è costituita da lei, dalla Grassini e da altre pochissime persone. Ma a Meroi e, soprattutto, a Fracassini, non passerebbe nemmeno dall’anticamera del cervello di aprire le porte della Provincia all’Allegrini.
Come se ne esce? Impossibile fare pronostici. Ma è probabile che il rimpasto di giunta resti ancora al lungo argomento di discussione e di pronostici sul totoassessori.