

Niente più doppio incarico per i parlamentari-sindaci. A stabilirlo è stata la Corte Costituzionale che ieri, decidendo sul caso Stancanelli, senatore del Pdl e sindaco di Catania, ha bocciato la legge numero 60 del 1953 nella parte in cui non prevede l'incomapatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di un comune con più di 20mila abitanti.
La decisione della Corte apre il problema anche per Viterbo, dove il primo cittadino Giulio Marini è anche deputato del Pdl.
Marini, però, ha già dichiarato di non essere preoccupato per la sentenza, dal momento che dovrebbe riguardare solamente la prossima legislatura: ''Non lascio il mio posto - ha commentato il sindaco - la questione si riproporrà per chi si candiderà in futuro alla presidenza della Provincia e alle comunali''.
A sollevare la questione davanti la Consulta è stato il Tribunale civile di Catania, al quale un elettore, Salvatore Battaglia, aveva fatto ricorso. Candidatosi a sindaco di Catania nel giugno del 2008, quindi dopo essere stato eletto due mesi prima senatore del Pdl, Raffaele Stancanelli aveva mantenuto il doppio incarico.
La decisione della Consulta - la numero 277 - ha tuttavia valore per tutti quei parlamentari divenuti sindaci di grandi città e che dovranno dunque scegliere quale dei dunque incarichi mantenere.