ANNO 16 n° 272
Marini: ''La scelta
degli assessori dipende
dal loro consenso''
Frattura fra il sindaco di Viterbo
e il dimissionario Bartoletti

VITERBO - ''Il ridimensionamento degli assessori fa parte di un disegno politico, non certo legato a scelte o preferenze personali. Il criterio oggettivo che si sta adottando per la riduzione degli amministratori in giunta, purtroppo, anche se non condivisibile, è quello della rappresentatività. Prendo dunque atto delle dimissioni presentate dall'assessore Bartoletti. Lo ringrazio per l'impegno profuso a favore del futuro scalo aeroportuale viterbese e, in particolar modo, per il lavoro portato avanti in questi anni per il bene e il miglioramento della nostra città, indipendentemente dalla natura delle deleghe a suo tempo conferite''. Sono queste le parole di Giulio Marini dopo le dimissioni dell'assessore Giovanni Bartoletti, presentate prima che il sindaco di Viterbo abbia reso noto i nomi che andranno a formare la nuova giunta di Palazzo dei Priori.

''Quanto è accaduto lo scorso 28 agosto - dichiara Marini - con la mancata approvazione del bilancio è politicamente emblematico: tutti ne dobbiamo prendere atto. Mantenere assessori privi di consenso e supporto in consiglio significherebbe disattendere un principio che è alla base della normale rappresentatività politica''.

''Lo “squallido balletto di chi deve uscire e deve rimanere”, come viene definito dall'assessore Bartoletti l'essere o meno nella giunta, purtroppo, non è circoscritto a questi giorni. È partito già qualche anno fa - ha aggiunto Marini -. E se ricordo bene il primo ad avviare “le danze” fu proprio Viterbo Vola, lista di cui Bartoletti era leader''.

''Non conosco le motivazioni che hanno portato gli altri componenti ad allontanarsi dal gruppo e a trovare collocazione in altri partiti o raggruppamenti presenti in consiglio comunale - ha concluso il primo cittadino -. Ciò che è evidente è che Viterbo Vola non esiste più, e questo non certo per mia responsabilità, e il totale sfaldamento del gruppo ha in parte destabilizzato gli equilibri all'interno della compagine politica comunale''.




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