ANNO 16 n° 274
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Marini agli imprenditori: ''Insieme possiamo crescere ancora''
Gasparri appoggia il sindaco uscente

VITERBO – Ha sfiorato il record di Giorgia Meloni (37 minuti di ritardo per il comizio di sabato scorso) ma c’è solo andato vicino. Trentadue minuti di attesa, per vedere il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. Molti di più per sentirlo parlare. Perché l’incontro tra l’esponente del Pdl, il sindaco uscente – e ricandidato – Giulio Marini e il presidente della Provincia Meroi con le realtà imprenditoriali e produttive della Tuscia è andato per le lunghe. E a dire la verità ieri pomeriggio il Teatrotenda, quel cubo nero in piazza Unità d’Italia, non ha registrato neanche un bagno di folla. Parecchie siede vuote, tanti candidati delle liste che appoggiano Marini, più i rappresentanti delle associazioni di categoria (Federlazio, Camera di Commercio, Unindustria, Cna, Confartigianato, Confagricoltura e via di sigla in sigla). Pochi, invece, gli imprenditori puri, un altro indizio a sostegno delle voci che vorrebbero la parte produttiva del capoluogo più vicina al candidato del centrosinistra Michelini. O forse solo impressioni annebbiate dalla lunga attesa. Tra i politici, va registrata la presenza dell’ex senatrice Allegrini e del vicepresidente della Provincia Equitani, con quest’ultimo che evidentemente deve aver archiviato i maldipancia nei confronti di Marini, nel senso del Marini coordinatore provinciale del Pdl.

SABATINI & MEROI Comunque, a presentare, introdurre, moderare, scandire i ritmi c’era il consigliere regionale Daniele Sabatini, di sicuro il più brillante della serata, oltre forse ad essere il più giovane. Che ha sottolineato come nei cinque anni di amministrazione Marini tanto è stato fatto, ma forse c’è stata qualche difficoltà nel comunicarlo: “Sono convinto – ha detto Sabatini – che supereremo presto questo gap e che sarai ancora tu, caro Giulio, a portare avanti l’eredità che hai lasciato alla città nei prossimi cinque anni”.

Marcello Meroi ha evidenziato, numeri alla mano, quanto la crisi abbia inciso sullo sviluppo del territorio: “Un calo anche del flusso di risorse arrivate dal Governo centrale, quantificabile nel 39 per cento in meno. Che non deve comunque essere un alibi ma che deve spingere noi amministratori a fare scelte migliori, come fa del resto un capofamiglia quando si riducono le entrate mensili. Perciò non bisogna buttare via questi cinque anni di lavoro, che poi sono diciotto, di anni, dal ’95, quando fui eletto io a sindaco. Una continuità che si riconosce anche nella nostra capacità di ascoltare gli interlocutori: nessuno ci potrà mai accusare di non esserci confrontati con le realtà del territorio, specialmente con quelle che ne sapevano più di noi”.

PLUS MARINI PER TUTTI Tocca a Marini allora confermare le difficoltà assolute e su scala mondiale degli ultimi cinque anni, nonché le pecche comunicative sottolineate prima da Sabatini. “Ma la campagna elettorale – ha detto il sindaco – serve proprio a questo, a comunicare, a presentare soluzioni concrete. Perché alla gente interessano le soluzioni, non certo i problemi: quelli spettano a noi… Detto questo, proveremo a cambiare ancora di più questa città, in senso qualitativo, coinvolgendo gli imprenditori e fornendo i fatti concreti ai cittadini”. E giù, a spiattellare il solito menù di opere in via di realizzazione grazie agli ormai celeberrimi fondi del Plus (13 milioni e passa arrivati dall’Europa): gli ascensori, il museo e l’arena a Valle Faul, la pensilina a piazza del Sacrario. Cose già sentite. Che Marini però ci tiene a rivendicare, rispondendo pure agli attacchi di qualche avversario: “Questi soldi non vengono sbandierati adesso perché c’è la campagna elettorale, ma perché adesso sono giunti a maturazione: il progetto è di luglio 2011, la scadenza è fine luglio 2013. E gli unici soldi che ci saranno in futuro sono questi, lasciati da Marini: chi promette il contrario o non si è letto il bilancio comunale o non l’ha capito. Scordatevi di vedere altri fondi, la realtà è questa”. Accenni anche a Santa Barbara e agli interventi prossimi venturi: il quartiere secondo il sindaco può diventare un modello per la città, “un modello da sviluppare insieme a voi imprenditori”.

Si va avanti tra approvazione di quattro nuovi centri termali (venerdì la delibera), l’aeroporto che non si farà (“Ci sono rimasto male”), il raddoppio della ferrovia neanche (“Colpa della mancata realizzazione dell’aeroporto”), le fontane a secco (“Ci costavano quasi 500mila euro l’anno: preferisco usare i soldi per i viterbesi”). E poi ci prova una mosca a insidiare il sindaco. Che non si scompone: “L’avrà mandata Michelini o Rossi? No, sarà stato Rossi”.

LE ASSOCIAZIONI Interventi più brevi, per fortuna, da parte di Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio, che auspica come segnale positivo l’abolizione dell’Imu e che chiede di trasformare il capoluogo in vero traino per l’immagine di tutta la Tuscia. Poi tocca a Domenico Merlani (Unindustria e Ance) che rimarca l’immobilità del mercato immobiliare, causata dalle tasse del Governo Monti: “Saremmo anche disposti a pagare l’Imu e la patrimoniale – ha detto – purché ci sia chiarezza su dove e quanto si debbano tassare gli immobili. Non siamo disposti invece a chiudere le nostre aziende”. Anche il rappresentante di Confagricoltura ha rivendicato l’importanza del comparto, e la necessità di sostegno e aiuti.

GASPARRI FINALE Infine, il senatore Gasparri. “Quanti candidati ci sono? Quattordici a sindaco e seicento a consigliere? Ormai va di moda candidarsi, si candidano tutti. Questa è una campagna elettorale multipolare, ma soltanto chi ha amministrato sa quanto conta l’impegno per risolvere i problemi della gente comune. Marini in questo senso è ancora più coraggioso, perché avrebbe potuto scegliere di continuare la sua carriera in Parlamento, invece si è dedicato ancora di più all’amore per la sua città. E’ determinato, ce la farà”. Con o senza gli imprenditori, questo è tutto da vedere.

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