ANNO 16 n° 274
Mancini: ''Si rischia default atenei''
Tagli del 6%: mancano 400 milioni di euro, i rettori lanciano l'allarme

VITERBO - Preoccupazione, e tanta, per l’emendamento alla legge di stabilità che prevede un incremento di soli 100 milioni per il fondo ordinario delle Università, invece dei 400 milioni di euro necessari per finanziare gli atenei italiani.

A lanciare l’allarme, oltre al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che ha parlato di rischio default per oltre la metà delle università italiane a causa del taglio del circa il 6% sul trasferimento agli atenei, è stato anche il rettore dell'Università della Tuscia e presidente della Crui, Conferenza Rettori Università Italiane, Marco Mancini.

“Il taglio provocherà una situazione di crisi gravissima e irreversibile - ha dichiarato Mancini -, sarà catastrofico e porterà al collasso più della metà del sistema universitario italiano. Questa ennesima riduzione ai fondi, che non aveva mai toccato queste cifre, va infatti ad aggiungersi ad anni di tagli, rendendo la situazione insostenibile”.

“Molte università non potranno chiudere il bilancio per il 2013 – ha precisato il rettore – e questo enorme ammanco alle entrate sarà incolmabile, tanto da creare problemi e difficoltà sia nella fornitura di servizi da parte degli atenei, sia per quanto riguarda la copertura degli stipendi”.

“L’Università italiana ha bisogno della stessa attenzione politica che viene data a questo ente negli altri paesi – ha aggiunto Mancini -. Se lo Stato viene meno a questo diritto costituzionale, allora vuol dire che l’Università non è neanche riconosciuta dallo Stato stesso”.




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