

VITERBO - Mammagialla, tensione sempre piu' alta all'interno della casa circondariale viterbese. L'ultima goccia che rischia di far traboccare definitivamente il vaso, è stato l'incendio divampato lo scorso 1 gennaio, appiccato su dei materassi da alcuni detenuti utilizzando i fornelli del gas in dotazione nella celle. Bilancio finale: quattro agenti avrebbero riportato una forte intossicazione, di cui uno in particolare che ha fatto ricorso all'ossigeno. Intossicati anche i due detenuti, che hanno riportato lievi ustioni. Un altro carcerato, cardiopatico, ha accusato un malore ed è stato sottoposto ad accertamenti.
''Secondo noi gli incendi – dice Massimo Costantino, segretario regionale Cisl Fns - potrebbero essere evitati con un'unica soluzione: togliere queste 'maledette' bombolette di gas all'interno delle celle. Nel Lazio, negli istituti penitenziari di piu' recente costruzione, come quello di Rieti, sono state tolte, e in altri istituti messi a norma sono state realizzate delle cucine comuni per i detenuti.
Oltre agli incendi, come quello del 1 gennaio, si possono creare anche altre situazioni pericolose, come l'accumolo di piu' bombole all'interno della cella con l'intento di farle scoppiare. Andrebbero fatte sparire definitivamente, non solo dal reparto di isolamento ma in tutto l'istituto, a Viterbo e nel resto d'Italia. Abbiamo scritto al Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) chiedendo di rivedere la normativa che ne permette l'utilizzo''.
Ma non sono solo le bombole di gas l'unico problema per la polizia penitenziaria nel carcere viterbese.
''Abbiamo riscontrato nei passeggi delle infiltrazioni d'acqua, - continua il segretario Costantino - e peggio ancora dei veri e propri buchi dovuti alla ruggine, e fino ad oggi il problema non è stato ancora risolto. Si tratta pur sempre di un posto di lavoro, dove il personale di polizia penitenziaria è lì per espletare un servizio pubblico. Per non parlare poi della mancanza di termosifoni. Abbiamo chiesto al provveditorato degli interventi (fondi) per risolvere queste criticità. Non sono un tecnico ma per me quel posto andrebbe chiuso: è chiaro che potrebbe esserci un rischio per il personale nella struttura''.
A tutto ciò si aggiunge il problema del sovraffollamento e la carenza di personale. La casa circondariale Mammagialla può infatti contenere un massimo di 432 detenuti, invece in questo inizio 2017 se ne contano ben 172 in più, per un totale di 604 detenuti ospitati.
''Il Mammagialla – spiega Massimo Costantino - è sicuramente uno degli istituti che risulta sovraffollato e questo, di certo, non è un bene. Anche se ci sono stati degli interventi legislativi per ridurre il sovraffollamento i risultati, purtroppo, non arrivano. La carenza di personale c'è, come c'è dappertutto nel Lazio, compresa Viterbo. Vi sono troppe aggressioni, che si susseguono almeno col ritmo di una ogni 15 giorni. C'è un forte malcontento all'interno della polizia, ma sappiamo benissimo che sono i rischi del nostro lavoro''.