

VITERBO – Circa il 20-25% della produzione di finocchi “bruciata” dal vento e dal ghiaccio; la raccolta di prodotti ortivi, come cavoli e cavolfiori, ferma da alcuni giorni a causa della impercorribilità delle strade di campagna e della difficoltà dei trasporti; grandi quantità di latte bovino e ovino non ritirati perché le aziende produttrici non sono raggiungibili dai mezzi di trasporto; le coperture di alcuni capannoni e serre sfondati dal peso della neve.
Queste, a detta del presidente della Coldiretti Leonardo Michelini, le ripercussioni dell’ondata di maltempo sull’agricoltura in provincia di Viterbo. “Fortunatamente – aggiunge – le produzioni invernali, come i cavoli e i cavolfiori hanno retto al freddo che non è andato oltre i 3-4 gradi sotto zero’’.
Secondo Michelini, i problemi più gravi sono stati costituiti dall’impraticabilità delle strade rurali, sommerse da oltre mezzo metro di neve. “Nemerose aziende agricole – spiega – sono rimaste senza acqua e mangimi. Alcune, soprattutto quelle di dimensioni maggiori, si sono organizzate in proprio, avendo a disposizione mezzi adeguati e pale per rimuovere la neve”.
A questo proposito, Michelini formula una proposta alle amministrazioni pubbliche: “Integrare gli agricoltori nel sistema protezione civile della Tuscia”.
“Comune e Provincia – argomenta – ci hanno chiesto di far intervenire i mezzi delle aziende agricole per ripulire alcune strade. Nel giro di poche ore ne abbiamo reperite sei o sette disposte a collaborare. Sarebbe quindi il caso – sottolinea – che, come peraltro prevede la legge, gli agricoltori forniti di mezzi idonei, venissero contattate in tempo e integrate nella protezione civile”.
Ad avviso di Michelini, la collaborazione degli agricoltori è stata già sperimentata e ha dato ottimi risultati. “In occasione delle ultime nevicate – afferma – le aziende isolate o in difficoltà hanno fatto sistema e si sono reciprocamente aiutate a liberare le strade di campagna dalla neve, in modo tale da garantire l’arrivo dei mangimi e di quant’altro avevano bisogno. Con lo stesso sistema hanno permesso ai loro prodotti di arrivare sui mercati. La stessa attività la potrebbero svolgere per ripulire e rendere transitabile la rete stradale rurale e le strade provinciali esterne”.
Infine, il presidente della Coldiretti sollecita le amministrazioni pubbliche a verificare in tempi rapidi la fattibilità della sua proposta. “Spero che vogliano valorizzare – conclude – una risorsa che può contribuire notevolmente ad affrontare nuove eventuali emergenze maltempo”.
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