ANNO 16 n° 272
Mafia turca, Gogalan nega le minacce a mano armata al concessionario
Ieri gli interrogatori di garanzia, gli altri solidali fanno scena muta

VITERBO - (R.V.) - Ha negato il proprio coinvolgimento in un episodio di minaccia a mano armata nei confronti di un concessionario di Rieti. Firat Gogalan, arrestato mercoledì scorso a Vetralla, è uno 17 solidali di Baris Boyun, finiti con il boss in carcere nell'ambito di una operazione interforze contro la presunta mafia turca. Ieri per sei di loro si è tenuto l'interrogatorio di garanzia. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, tranne Gogalan che ha respinto quell'episodio.

Secondo quanto dichiarato dall'uomo, quel giorno di oltre un anno fa era insieme ad altre persone in auto davanti al concessionario quando fu fermato dai carabinieri di Rieti e subito dopo il controllo se ne è andato.

Alla luce delle dichiarazioni rese al giudice, il suo legale, l'avvocato Samuele De Santis ha chiesto gli arresti domiciliari.

De Santis assiste anche Caglan Senci, arrestato a Tuscania, secondo gli investigatori avrebbe “trasportato armi e appartenenti all'associazione”. Lui, come gli altri, ha fatto scena muta.

''Ci riserviamo di fare qualsiasi tipo di valutazione in riferimento alle comunicazioni contenute nella misura perché sono isolate - ha commentato l’avvocato De Santis - uniche in certi casi e particolarmente monche da integrare con una adeguata traduzione e da un attento ascolto delle intercettazioni precedenti e successive. Per quanto riguarda l'episodio contestato a Gogalan è falso e ci sarebbe una verifica fatta dall’Arma di Rieti che esclude un coinvolgimento in questa vicenda. Valuteremo di presentare istanza per il riesame. Per Gogalan ho già fatto istanza per gli arresti domiciliari''.




Facebook Twitter Rss