ANNO 16 n° 272
''Madonna di Trevignano, sulla statuetta lacrimante di Gisella Cardia sangue umano''
Lo ha detto la genetista forense Marina Baldi. I risultati della tac saranno accessibili a gennaio 2025

Lunedì 2 dicembre 2024, una delle statuette lacrimanti di Gisella Cardia e il quadro del Cristo trasudante sono stati sottoposti a una Tac presso la Fondazione Santa Lucia di Roma, nell’ambito dell'inchiesta della Procura di Civitavecchia riguardante i coniugi Cardia. Gli esami sono stati condotti alla presenza di una decina di persone, tra cui il consulente del gip Emiliano Giardina, gli avvocati difensori dei coniugi Cardia, Solange Marchignoli e Giuseppe Marazzita, la perita di parte Marina Baldi, e alcuni medici. Le statuette e il quadro sono stati sequestrati dai carabinieri lo scorso ottobre nell’ambito dell’inchiesta per truffa aggravata in concorso, legata alle donazioni e agli incontri di preghiera a Trevignano Romano.

I risultati degli esami sono coperti dal segreto istruttorio, ma si prevede che l’elaborato peritale, che conterrà anche le immagini interne della statuetta, sarà accessibile alle parti coinvolte a partire da gennaio 2025. Con essi arriveranno anche le risposte scientifiche ai quesiti sollevati dagli avvocati di Gisella, in merito agli accertamenti effettuati durante l’incidente probatorio.

La genetista forense Marina Baldi ha spiegato, in un’intervista per il programma 'Storie Italiane' su Rai 1, che la statuetta della Madonna sottoposta ad analisi presenta delle macchie di sangue nella zona perioculare: 'Solo quelle macchie sono state campionate dal professor Giardina. Dalle analisi è emerso che si tratta di sangue umano, ma non è possibile determinare come e quando sia stato depositato. Le sostanze oleose presenti sulle statue non sono state campionate, mentre il pezzetto di cotone precedentemente esaminato dal professor Giardina non ha mostrato tracce di DNA umano, ma piuttosto un olio profumato.'

L’avvocato Solange Marchignoli ha dichiarato che ora si attende di capire se il campione di sangue sia unico o misto, ovvero se contenga uno o più DNA. Si cercherà anche di confrontare il campione con i dati presenti nella banca dati nazionale per determinarne l’appartenenza, verificando se si tratti di DNA maschile o femminile.




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