

TREVIGNANO - La verità dietro i presunti 'miracoli' di Trevignano sembra essere sempre più chiara: il sangue che avrebbe solcato il volto delle statuette della Madonna potrebbe appartenere a una donna, forse proprio a Gisella Cardia, la veggente coinvolta nel fenomeno. Tuttavia, per avere una conferma definitiva, sarà necessario attendere la perizia del genetista forense Emiliano Giardina, noto per aver seguito il caso di Yara Gambirasio. I risultati sono previsti nelle prossime settimane.
Al momento, sono emersi alcuni elementi che sembrano avvalorare questa ipotesi. In particolare, l’analisi del sangue sulle statuette ha rivelato che si tratta di sangue umano di sesso femminile, una conclusione già raggiunta dai carabinieri del Ros nel 2016, quando furono effettuati i primi esami su richiesta della diocesi di Civita Castellana. Questi accertamenti sono parte di un’inchiesta che coinvolge Gisella Cardia e suo marito Gianni, indagati per truffa a seguito di una denuncia da parte di Luigi Avella, un ex seguace che aveva donato 123mila euro alla coppia. Altri due denuncianti, tra cui un ex funzionario ministeriale, si sono uniti a questa causa. Nel marzo 2024, la Curia ha dichiarato che i presunti miracoli di Trevignano non avevano origine soprannaturale.
La dichiarazione ufficiale del Vaticano ha segnato una discesa per la veggente, che in passato sosteneva di compiere miracoli come la moltiplicazione di gnocchi e pizza. Sebbene continui a raccogliere i suoi seguaci, lo fa ormai esclusivamente online, poiché il terreno che si affacciava sul lago di Bracciano, dove si tenevano gli incontri, è stato confiscato a causa di abusi edilizi. Gisella Cardia, difesa dall’avvocato Solange Marchignoli, ha sempre negato ogni accusa. Ora, si attende con impazienza l’esito delle analisi sul sangue trovato sulle statuette, che si dice abbiano iniziato a lacrimare nel 2016.
In un primo momento, il vescovo di Civita Castellana, Romano Rossi, aveva mostrato un interesse particolare per il fenomeno, arrivando anche a celebrare la messa in presenza delle statuette. La sua partecipazione aveva rassicurato molti dei fedeli, che vedevano in lui un segno di autenticità. Oggi, però, a distanza di nove anni, la situazione a Trevignano è radicalmente cambiata.